Dal 1° gennaio 2024 il trasporto marittimo è stato incluso nel sistema ETS dell’Unione Europea, il meccanismo ideato per ridurre le emissioni di CO₂ attraverso l’acquisto di quote di emissione da parte degli operatori soggetti all’obbligo.
Per una regione insulare come la Sardegna, dove il mare rappresenta l’infrastruttura fondamentale per la movimentazione delle merci e per i collegamenti logistici con il resto del Paese, l’applicazione dell’ETS marittimo genera effetti significativi sui costi di trasporto.
L’incremento dei costi di collegamento rischia infatti di compromettere la continuità delle filiere produttive e la capacità competitiva delle imprese sarde rispetto agli altri operatori nazionali, in un mercato sempre più dinamico e concorrenziale.
Morelli: servono misure strutturali per autotrasporto e logistica
“Lo stanziamento annunciato dalla Giunta regionale rappresenta un primo riconoscimento degli sforzi compiuti dalle imprese di autotrasporto merci e logistica impegnate da e verso la Sardegna, strette nella morsa di rincari che non possono sostenere da sole e che non riescono a trasferire sulla committenza”, afferma il Presidente di ANITA, Riccardo Morelli.
“Accogliamo positivamente questo primo passo importante, che deve ora tradursi con urgenza in uno strumento di compensazione realmente operativo, capace di riportare equilibrio nel mercato e garantire la competitività di un territorio che rischia un progressivo indebolimento produttivo.
Rivolgiamo inoltre un appello alle istituzioni nazionali affinché sostengano l’introduzione di provvedimenti adeguati a salvaguardare l’autotrasporto merci e la logistica delle isole, nel rispetto del principio della continuità territoriale riconosciuto dalla Costituzione”.
Strategia UE per le isole e correttivi all’ETS marittimo
Secondo ANITA, la recente Strategia per le isole presentata dalla Commissione europea potrebbe rappresentare l’occasione per valutare correttivi all’ETS marittimo, evitando che uno strumento nato per accompagnare la transizione ambientale finisca per penalizzare in modo sproporzionato le economie insulari, il sistema produttivo nazionale e lo sviluppo dell’intermodalità.
L’Associazione auspica quindi che il confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore prosegua rapidamente, affinché lo stanziamento annunciato possa trasformarsi in uno strumento strutturale, accessibile e coerente con gli extracosti effettivamente sostenuti dalle imprese di autotrasporto, trasporto merci e logistica operanti in Sardegna.
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