Dal 18 al 20 giugno 2026 il settore dell’autotrasporto merci sarà interessato da uno sciopero del trasporto merci che coinvolgerà le aree portuali e logistiche di Genova e Savona, due snodi strategici per la movimentazione delle merci e per l’intera filiera della logistica nazionale.
Il fermo di 72 ore potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini della Liguria, con possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci, sui tempi di consegna e sull’organizzazione delle spedizioni nazionali e internazionali. Aziende, operatori logistici, spedizionieri e committenti sono chiamati a pianificare con attenzione le proprie attività per limitare gli effetti dell’agitazione sul trasporto merci e sulla supply chain.
Date e orari dello sciopero del trasporto merci
Lo sciopero trasporto merci Genova prenderà il via alle ore 00:01 di giovedì 18 giugno 2026 e terminerà alle ore 24:00 di sabato 20 giugno, per una durata complessiva di 72 ore consecutive.
La mobilitazione interesserà autotrasportatori, imprese di autotrasporto e numerosi operatori della logistica attivi nei principali hub portuali liguri.
L’iniziativa è stata proclamata dalle organizzazioni di categoria OSR Aliai, CNA-FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FIAP, Legacooperative e Trasportounito, sigle che rappresentano una quota significativa delle imprese del comparto dell’autotrasporto e della logistica.
L’effettiva adesione degli operatori determinerà l’entità dell’impatto sul sistema dei trasporti e delle spedizioni, ma già nei giorni precedenti al fermo potrebbero verificarsi modifiche nella programmazione dei servizi logistici e nella pianificazione delle consegne.
Genova e Savona snodi strategici per la logistica
Il fermo riguarda il territorio della Città Metropolitana di Genova, le piattaforme logistiche collegate e i bacini portuali di Genova e Savona, infrastrutture fondamentali per il traffico merci nazionale e internazionale.
I due scali rappresentano un punto nevralgico per il trasporto merci su gomma, per la logistica integrata e per i collegamenti commerciali tra l’Italia e i principali mercati europei.
Proprio per il ruolo centrale di questi porti, eventuali rallentamenti nelle operazioni di carico e scarico potrebbero riflettersi sull’intera catena distributiva. Camion in attesa, terminal congestionati e minore disponibilità di mezzi potrebbero causare ritardi nelle consegne anche in altre regioni italiane, con effetti sulla distribuzione commerciale, sulle produzioni industriali e sulle attività di import-export.
Cosa aspettarsi durante le 72 ore di sciopero
Nel periodo compreso tra il 18 e il 20 giugno non si escludono disagi nelle attività di movimentazione delle merci e nelle operazioni logistiche collegate ai porti di Genova e Savona.
Le aziende che dipendono dai flussi logistici in transito attraverso questi scali potrebbero dover rivedere la pianificazione dei trasporti e delle spedizioni oppure predisporre soluzioni alternative per evitare rallentamenti nella catena di approvvigionamento.
L’impatto effettivo dipenderà dal livello di partecipazione allo sciopero e dall’eventuale presenza di servizi garantiti o accordi tra le parti coinvolte.
Per imprese di autotrasporto, operatori logistici, spedizionieri e aziende manifatturiere il consiglio è quello di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e tenere conto di possibili ritardi sia nelle partenze sia nelle consegne previste nei giorni interessati dal fermo.
Possibili ripercussioni sulle spedizioni in Italia
Considerata la centralità dei porti di Genova e Savona nel sistema logistico nazionale, lo sciopero potrebbe avere effetti anche sulle spedizioni dirette verso altre regioni italiane e verso i mercati internazionali.
Le aziende coinvolte nelle attività di trasporto merci, logistica e distribuzione sono quindi invitate a programmare con anticipo le operazioni, verificare la disponibilità dei vettori e monitorare eventuali aggiornamenti relativi alla mobilitazione per ridurre al minimo l’impatto sulle proprie attività.
Fonte: SICURAUTO.IT












