Assarmatori critica il Dl Carburanti-bis approvato dal Governo, denunciando l’assenza di misure di sostegno per il trasporto marittimo in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi energetici e dagli oneri legati alla decarbonizzazione del settore.
Secondo l’associazione degli armatori, il provvedimento rappresenta “un doppio danno” per le compagnie di navigazione, chiamate a sostenere sia gli extra costi del carburante sia gli impatti economici del sistema ETS europeo.
Assarmatori: “Nessun sostegno al trasporto marittimo”
In una nota ufficiale, Assarmatori sottolinea come il Dl Carburanti-bis non preveda interventi a favore delle imprese impegnate nei collegamenti marittimi con isole maggiori e minori.
Il comparto, evidenzia l’associazione, continua a garantire servizi essenziali per la continuità territoriale, la mobilità dei cittadini, l’approvvigionamento delle merci e il sostegno all’economia turistica italiana.
Secondo Assarmatori, l’esclusione del settore dal decreto rappresenta una scelta che penalizza un comparto strategico per il sistema logistico e per il trasporto merci nazionale.
ETS e decarbonizzazione: “Costi sproporzionati per gli armatori”
Al centro della protesta c’è anche il sistema ETS (Emission Trading System), che coinvolge sempre più direttamente il settore dello shipping e del trasporto marittimo europeo.
Stefano Messina, presidente di Assarmatori, sottolinea come le compagnie di navigazione stiano già contribuendo economicamente alla transizione ecologica attraverso il pagamento delle quote ETS.
Secondo Messina, le risorse generate dal comparto marittimo vengono però utilizzate per finanziare misure sui carburanti dalle quali lo stesso settore resta escluso.
“Il settore marittimo garantisce un servizio essenziale, paga l’ETS e poi viene escluso quando si distribuiscono gli interventi”, afferma il presidente di Assarmatori.
Trasporto marittimo strategico per logistica e merci
Assarmatori ribadisce che il trasporto marittimo non può essere considerato un servizio accessorio, ma rappresenta un’infrastruttura strategica per:
- continuità territoriale;
- logistica nazionale;
- approvvigionamento merci;
- trasporto passeggeri;
- economia turistica;
- collegamenti con le isole.
L’associazione richiama quindi l’attenzione del Governo sulla necessità di sostenere il comparto shipping in una fase di forte pressione sui costi operativi.
La proposta: credito d’imposta per il carburante
Per fronteggiare l’aumento del costo del carburante marittimo, Assarmatori propone l’introduzione di un credito d’imposta dedicato alle compagnie impegnate nei collegamenti essenziali.
La misura, secondo l’associazione, dovrebbe essere parametrata almeno a una parte dell’extra costo documentato sostenuto dagli operatori del trasporto marittimo.
“Non chiediamo trattamenti di favore ma coerenza e rispetto”, conclude Stefano Messina, auspicando una maggiore sensibilità da parte di Governo e Parlamento nei confronti delle imprese armatoriali italiane.
Fonte: ASSARMATORI












