Il tema degli hub logistici e delle emissioni di CO2 è sempre più centrale nel dibattito sulla sostenibilità del trasporto merci. Secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), il settore logistico contribuisce ogni anno a circa l’8% delle emissioni globali di CO2 equivalente legate alla logistica e al trasporto merci, quota che supera il 10% se si includono porti e magazzini. Un valore in crescita, che riflette l’espansione dei flussi globali di merci e della complessità delle supply chain.
In questo contesto, la riduzione delle emissioni negli hub logistici non rappresenta più solo un obiettivo ambientale, ma una leva strategica di competitività industriale, strettamente legata all’efficienza energetica e alla gestione dei processi operativi.
Il GILA Market Study Report 2025
Per affrontare questa sfida, POLIMI School of Management, Fraunhofer IML e GreenRouter hanno realizzato il GILA Market Study Report 2025 on energy efficiency and GHG emissions at logistics hubs, frutto di anni di ricerca interdisciplinare.
Il progetto GILA nasce nel 2019 come consorzio internazionale tra Germania, Italia e America Latina con l’obiettivo di analizzare in modo sistematico le performance ambientali degli hub logistici, colmare le lacune informative del settore e fornire strumenti operativi per la riduzione delle emissioni di CO2 nella logistica.
Il report si inserisce quindi in un percorso di crescente trasparenza e standardizzazione dei dati ambientali, sempre più richiesto da operatori logistici, investitori e istituzioni europee.
Le principali fonti di emissioni negli hub logistici
Uno degli elementi più rilevanti emersi dallo studio riguarda la struttura delle emissioni negli hub logistici, che non sono omogenee ma fortemente influenzate dalle attività interne.
La gestione termica degli edifici – riscaldamento e raffreddamento dei magazzini – rappresenta la quota principale, con oltre il 40% delle emissioni complessive di CO2. Seguono l’illuminazione, che incide per circa il 18%, e le attività di intralogistica, come movimentazione merci, carrelli elevatori e sistemi automatizzati, che contribuiscono per circa il 16%.
Questa distribuzione evidenzia come gran parte delle emissioni non derivi dal trasporto in sé, ma dalla gestione energetica interna degli hub logistici.
Un database globale su quasi 1.000 siti logistici
Il GILA Market Study Report 2025 analizza circa 1.000 hub logistici a livello mondiale, raccogliendo dati su consumi energetici, emissioni di gas serra, intensità emissiva e indicatori di performance ambientale.
Oltre all’analisi quantitativa, il report include anche un’ampia rassegna di casi studio reali, relativi a aziende che hanno già avviato percorsi di logistica sostenibile, attraverso investimenti in tecnologie e processi più efficienti.
Tra le soluzioni più diffuse emergono sistemi di illuminazione ad alta efficienza, piattaforme di monitoraggio intelligente dei consumi energetici, impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia e pompe di calore per la climatizzazione degli spazi logistici.
La trasparenza come leva per ridurre le emissioni CO2
“La trasparenza e l’analisi dei dati sono il primo passo per ridurre le emissioni”, sottolinea la dott.ssa Kerstin Dobers del Fraunhofer IML.
Secondo la ricercatrice, conoscere in modo dettagliato dove e come vengono consumate le risorse energetiche negli hub logistici consente di individuare con precisione le aree di intervento, pianificare investimenti più efficaci e misurare nel tempo i risultati ottenuti in termini di riduzione delle emissioni di CO2.
Benchmark e strategie di riduzione
Il report evidenzia inoltre come gli hub logistici presentino livelli di efficienza molto diversi tra loro. Andrea Fossa, CEO di GreenRouter, sottolinea che il GILA Market Study 2025 fornisce benchmark concreti per confrontare le performance ambientali dei diversi siti logistici, mostrando come consumi ed emissioni varino in base a tipologia di hub, settore merceologico e localizzazione geografica.
Questa comparabilità dei dati rappresenta un elemento chiave per definire strategie di decarbonizzazione più efficaci e mirate.
KPI, standard internazionali e misurazione delle emissioni
Il report introduce inoltre KPI aggiornati e coerenti con standard internazionali come ISO 14083 e GLEC Framework, consentendo una misurazione delle emissioni CO2 negli hub logistici più affidabile e confrontabile a livello globale.
Come evidenzia Sara Perotti del POLIMI School of Management, questa armonizzazione dei dati rappresenta un passaggio fondamentale per colmare le attuali lacune informative e supportare decisioni più consapevoli da parte degli operatori logistici.
Verso una logistica più trasparente e misurabile
Il GILA Market Study Report 2025 si conferma uno strumento strategico per il settore logistico, offrendo una visione completa e strutturata delle emissioni di CO2 negli hub logistici e delle possibili leve di intervento.
La crescente disponibilità di dati affidabili consente di passare da una logistica descrittiva a una logistica misurata, in cui la trasparenza diventa la base per accelerare i processi di decarbonizzazione lungo tutta la supply chain.













