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Veicoli commerciali leggeri: mercato fermo a febbraio

Immatricolazioni stabili (-0,1%) rispetto al 2025. Veicoli elettrici al 2,7% e previsione di 187.000 unità nel 2026.

Dopo tre mesi consecutivi di calo, il mercato dei veicoli commerciali leggeri in Italia torna a una sostanziale stabilità nel mese di febbraio 2026. Le immatricolazioni di veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate si attestano infatti a 15.287 unità, con una variazione minima del -0,1% rispetto alle 15.309 unità registrate nello stesso mese del 2025.

Il confronto con lo scorso anno va tuttavia contestualizzato: febbraio 2025 aveva già evidenziato una flessione significativa del 15,3% rispetto al 2024. Nel complesso, il primo bimestre del 2026 registra una contrazione del 2,7%, con 29.563 immatricolazioni rispetto alle 30.379 unità dello stesso periodo del 2025.

Nel mese analizzato emerge inoltre il contributo positivo del noleggio a breve termine: senza questo segmento, il mercato dei veicoli commerciali leggeri avrebbe registrato una flessione più marcata, pari al -3,5%.

Previsioni per il 2026: attese 187.000 immatricolazioni

In uno scenario economico ancora caratterizzato da incertezza e rallentamento della domanda, il mercato dei veicoli commerciali leggeri nel 2026 potrebbe beneficiare degli incentivi annunciati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Lo schema della misura non è però ancora stato ufficializzato. Considerando i tempi tecnici necessari per rendere operativi gli incentivi, l’impatto sulle immatricolazioni di veicoli commerciali è atteso solo nell’ultima parte dell’anno.

Le previsioni indicano quindi 187.000 immatricolazioni complessive nel 2026, in lieve calo (-1,1%) rispetto alle 189.000 unità registrate nel 2025.

Veicoli commerciali elettrici: quota BEV al 2,7%

Per quanto riguarda le alimentazioni dei veicoli commerciali, a febbraio i veicoli elettrici a batteria (BEV) rappresentano il 2,7% del mercato.

Il dato mostra un leggero recupero rispetto al 2,4% di gennaio, ma rimane inferiore al 3,1% registrato a febbraio 2025, confermando che la spinta iniziale generata dagli incentivi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) si è già esaurita.

UNRAE: servono infrastrutture di ricarica e misure strutturali

Secondo UNRAE, lo sviluppo della mobilità elettrica nel comparto dei veicoli commerciali leggeri richiede interventi strutturali oltre agli incentivi all’acquisto.

“Come UNRAE ha sottolineato in più occasioni – afferma Roberto Pietrantonio, Presidente dell’Associazione – accanto agli incentivi esistono altri fattori abilitanti imprescindibili per lo sviluppo della transizione nel comparto dei veicoli commerciali leggeri”.

Tra le principali misure indicate:

  • il potenziamento delle infrastrutture di ricarica dedicate ai veicoli commerciali

  • un credito d’imposta del 50% sugli investimenti privati in colonnine fast oltre 70 kW nel triennio 2026-2028

  • interventi per ridurre gli elevati costi dell’energia per la ricarica, oggi sotto pressione anche a causa delle tensioni geopolitiche.

Normativa europea e proposta “Made in Europe”

A livello europeo prosegue il confronto sulla revisione dei regolamenti sulle emissioni di CO₂, con particolare attenzione al settore dei veicoli commerciali leggeri, per il quale UNRAE ritiene necessari obiettivi specifici e differenziati rispetto alle autovetture.

Lo scorso 4 marzo la Commissione Europea ha inoltre presentato l’Industrial Accelerator Act, che introduce un requisito minimo di contenuto europeo per accedere a incentivi pubblici nel settore dei veicoli elettrici, ibridi plug-in e a idrogeno.

Secondo la proposta:

  • i veicoli dovranno essere assemblati nell’Unione Europea

  • dovranno includere almeno il 70% di componenti di origine europea (batterie escluse).

“Sul tema del Made in Europe – sottolinea Pietrantonio – l’Associazione ribadisce le proprie preoccupazioni, evidenziando il rischio di penalizzazioni per imprese e consumatori. La competitività del settore si costruisce attraverso innovazione e investimenti, non tramite misure protezionistiche”.

Struttura del mercato: crescita del noleggio a breve termine

L’analisi della struttura del mercato dei veicoli commerciali leggeri mostra alcune dinamiche interessanti.

A febbraio:

  • i privati salgono al 17,2% di quota (+1,2 punti)

  • le autoimmatricolazioni crescono al 10,5%

  • il noleggio a lungo termine scende al 23,6%

  • il noleggio a breve termine registra una forte crescita, arrivando al 7% di quota

  • enti e società confermano la leadership con il 41,7% del mercato

Nel primo bimestre del 2026 enti e aziende rappresentano oltre il 41% delle immatricolazioni, confermando il ruolo centrale delle flotte aziendali e dei veicoli commerciali destinati alla logistica e al trasporto merci.

Motorizzazioni: diesel ancora dominante

Sul fronte delle alimentazioni, il diesel continua a rappresentare la motorizzazione principale nel mercato dei veicoli commerciali leggeri, pur registrando una flessione.

A febbraio la quota del diesel scende al 77,8%, mentre nel cumulato del bimestre si attesta al 78,5%.

Le altre alimentazioni registrano le seguenti quote di mercato:

  • benzina: 3,7%

  • GPL: 3,6%

  • plug-in hybrid: 2,4%

  • BEV elettrici: 2,7%

  • ibridi: 9,8%

Emissioni di CO₂ in lieve calo

Le emissioni medie ponderate di CO₂ dei veicoli commerciali leggeri mostrano un leggero miglioramento.

Nel mese di febbraio il valore medio scende a 187,2 g/km, rispetto ai 187,7 g/km registrati nello stesso mese del 2025. Nel cumulato del primo bimestre la media si attesta a 187,3 g/km, con una riduzione dell’1,1% su base annua.

Fonte: UNRAE

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