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Guerra in Medio Oriente impatti sul trasporto marittimo TRANSPORTONLINE

Guerra in Medio Oriente: impatti sul trasporto marittimo

Porti colpiti, navi deviate da Suez e Hormuz e nuovi supplementi rischio guerra per lo shipping container globale.

L’escalation militare in Medio Oriente sta producendo effetti immediati sul trasporto marittimo Medio Oriente, con ripercussioni dirette non solo sui porti dell’area ma sull’intero sistema dello shipping container globale.

Il conflitto innescato dagli attacchi delle forze armate di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta progressivamente coinvolgendo infrastrutture logistiche strategiche e corridoi marittimi fondamentali per il commercio internazionale.

Porti strategici sotto pressione

I primi effetti concreti si sono registrati nei principali scali regionali.

Il Porto di Jebel Ali, hub centrale per i traffici container negli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito dai detriti di un drone intercettato che hanno provocato un incendio e la temporanea sospensione delle operazioni. Le attività sono riprese dopo lo spegnimento delle fiamme, ma l’episodio conferma la vulnerabilità delle infrastrutture portuali in un contesto di instabilità crescente.

Ancora più significativo l’attacco al Porto di Duqm, in Oman, dove due droni hanno danneggiato alcune strutture e causato il ferimento di un lavoratore.

Eventi che incidono direttamente sull’operatività dei terminal e sulla regolarità dei flussi merci nell’area del Golfo.

Le rotte si spostano: stop a Suez e Hormuz

Parallelamente agli attacchi ai porti, le tensioni stanno modificando la geografia delle rotte marittime.

Diversi carrier hanno sospeso i transiti nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per energia e container, e nello Stretto di Bab el-Mandeb. Nuove interruzioni stanno interessando anche il Canale di Suez.

Di conseguenza, molte navi vengono ora deviate lungo la rotta alternativa che circumnaviga l’Africa passando per il Capo di Buona Speranza. Una scelta che garantisce maggiore sicurezza ma comporta un allungamento dei tempi di navigazione e un incremento dei costi operativi.

Le decisioni delle compagnie di navigazione

In questo scenario di forte incertezza, le principali compagnie container stanno riorganizzando i servizi.

Maersk ha annunciato la sospensione temporanea delle future traversate trans-Suez e lo stop ai passaggi nello Stretto di Hormuz, pur continuando ad accettare merci destinate al Medio Oriente.

Anche Hapag-Lloyd ha deviato i propri servizi via Africa meridionale, introducendo un supplemento per il rischio guerra sulle spedizioni da e per l’area del Golfo.

La Mediterranean Shipping Company ha invece sospeso le prenotazioni di merci per la regione fino a nuovo avviso, mentre la francese CMA CGM ha disposto lo stop ai transiti via Suez applicando supplementi emergenza conflitto.

Le misure adottate includono riduzione della velocità, riprogrammazione delle rotazioni nave e ricerca di scali alternativi considerati più sicuri.

Il settore reagisce alla crisi

Secondo Joe Kramek, presidente e CEO del World Shipping Council, l’escalation sta già causando blocchi al trasporto marittimo globale, con numerosi operatori impegnati a sospendere o deviare i servizi mentre monitorano l’evoluzione del quadro di sicurezza.

Kramek ha ribadito che la tutela dei marittimi resta prioritaria e che il principio della libertà di navigazione deve essere rispettato.

Il settore container, tuttavia, ha recentemente dimostrato di saper reagire a crisi complesse — come avvenuto durante le tensioni nel Mar Rosso — riorganizzando rapidamente network e rotte per garantire la continuità degli scambi.

Impatti sulle supply chain globali

Il Medio Oriente rappresenta uno snodo essenziale delle rotte tra Asia, Europa e Stati Uniti. Quando il traffico nell’area rallenta o viene deviato, l’impatto si estende ben oltre la regione.

Nel breve periodo, il trasporto marittimo Medio Oriente sta già registrando:

  • aumento dei transit time

  • incremento dei costi assicurativi e dei noli

  • applicazione di war risk surcharge

  • revisione delle pianificazioni logistiche

L’evoluzione della crisi sarà determinante per la stabilità delle supply chain internazionali e per l’equilibrio dei traffici container nei prossimi mesi.

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