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Indennizzo soste: per ASSOTIR il Decreto non tutela l’autotrasporto

Solo il 28% delle imprese medie e il 5% delle microimprese ottiene il riconoscimento previsto dalla legge

A sei mesi dalla conversione in legge del Decreto Infrastrutture (Dl 73/2025), le norme sull’indennizzo delle soste per carico e scarico merci non hanno prodotto miglioramenti significativi per il settore dell’autotrasporto. È quanto emerge dal monitoraggio condotto da ASSOTIR su un campione di imprese rappresentative dell’intero territorio nazionale, i cui risultati sono stati presentati a Roma nel corso di una conferenza stampa.

Secondo i dati diffusi, soltanto il 28% delle imprese di trasporto di medie dimensioni riesce a ottenere l’indennizzo previsto dalla normativa, mentre tra le microimprese la quota scende drasticamente al 5%. In termini assoluti, oltre 58mila imprese, pari a più del 70% dei trasportatori, non è in grado di far valere i propri diritti.

Cosa prevede il Decreto Infrastrutture sulle soste

Il Decreto Infrastrutture riconosce al trasportatore un indennizzo per le soste eccessive nelle operazioni di carico e scarico, qualora siano imputabili alla committenza. Trascorsi i primi 90 minuti di attesa, la norma prevede un compenso pari a 100 euro per ogni ora successiva.

Tuttavia, il testo non introduce alcun meccanismo automatico di tutela. Come già avveniva con la normativa precedente, è il trasportatore a dover richiedere il pagamento dell’indennizzo, assumendosi però il rischio di compromettere il rapporto commerciale con il committente.

Le imprese di medie dimensioni restano penalizzate

Nell’analisi condotta da ASSOTIR sono state considerate due fasce dimensionali di imprese: quelle mediamente strutturate, con un parco veicoli compreso tra 21 e 50 mezzi, e le microimprese con 1-5 veicoli. Nella fascia delle imprese più strutturate, solo il 28% riesce a vedersi riconosciuto l’indennizzo previsto dalla legge, una percentuale identica a quella registrata con la precedente normativa.

Il restante 72% delle imprese di medie dimensioni continua quindi a non ottenere alcuna tutela effettiva, una platea che in termini assoluti supera le 5mila aziende, pari a circa il 7% degli iscritti all’Albo degli autotrasportatori.

Microimprese senza tutela effettiva

La situazione risulta ancora più critica per le microimprese di autotrasporto. Solo il 5% riesce a ottenere il riconoscimento dell’indennizzo e della franchigia previsti dalla legge, mentre il 95% resta privo di qualsiasi forma di tutela.

In questa condizione si trova una platea di circa 53mila imprese, pari al 65% del totale degli iscritti all’Albo degli autotrasportatori, confermando una forte asimmetria nell’applicazione delle norme a danno dei soggetti più piccoli.

Nessun effetto volano rispetto alla normativa precedente

Il monitoraggio conferma le criticità che ASSOTIR aveva già evidenziato nella fase di discussione del provvedimento. In particolare, le nuove disposizioni non hanno innescato alcun effetto volano: i vettori che, con la normativa precedente, non riuscivano a farsi riconoscere le soste continuano a trovarsi nella stessa situazione anche dopo l’entrata in vigore del Decreto Infrastrutture.

Le criticità del meccanismo di tutela

Secondo il presidente nazionale di ASSOTIR, Anna Vita Manigrasso, il punto debole dell’impianto normativo risiede nell’aver lasciato l’attivazione della tutela esclusivamente nelle mani dei vettori. La precedente normativa, in vigore per oltre vent’anni, non ha mai funzionato e quella attuale presenta lo stesso limite, continuando a indicare nella denuncia del trasportatore nei confronti del cliente l’unico strumento di tutela.

Nel corso dei tavoli ministeriali, ASSOTIR aveva proposto di affiancare all’indennizzo una sanzione diretta a carico del committente, ritenuta l’unica soluzione in grado di rendere efficace la norma.

Un problema di sistema per la logistica

Secondo l’associazione, le soste non giustificate non rappresentano soltanto un danno economico per il vettore, ma costituiscono una vera e propria inefficienza per l’intero sistema logistico, incidendo negativamente sulla competitività del sistema economico nazionale.

Proprio per questo, ASSOTIR ritiene necessario un intervento diretto dello Stato, che consenta controlli automatici presso le imprese committenti, indipendentemente dalle azioni di rivalsa dei trasportatori. Soluzioni simili sono già state adottate in altri Paesi europei, come la Spagna, dove sono previste sanzioni particolarmente severe per le soste eccessive.

Fonte: Assotir

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