L’intesa commerciale tra Unione Europea e India, attesa da oltre 20 anni, segna una svolta per le filiere globali e la logistica internazionale.
Secondo Silvia Moretto, Ceo di D.B. Group, provider logistico internazionale con 77 filiali nel mondo, la riduzione dei dazi e l’aumento dei volumi di scambio rappresentano opportunità concrete, ma richiederanno strategie, infrastrutture e innovazione per tradurre i vantaggi in competitività reale.
Scambi commerciali e potenzialità
Nel 2024 il commercio UE–India ha superato i 120 miliardi di dollari, con l’UE come primo partner commerciale indiano e l’India come nono partner dell’UE.
Moretto sottolinea che l’accordo riguarda quasi un quarto del PIL mondiale e un bacino di oltre due miliardi di persone, influenzando profondamente le supply chain globali.
Benefici per l’Italia
Per l’Italia, i settori più avvantaggiati saranno fashion, food, macchinari e tecnologia di precisione, grazie alla crescita della classe media indiana e alla riduzione delle misure protezionistiche.
I numeri confermano la bilateralità dei rapporti: nel 2024 l’Italia ha esportato in India per circa 5,46 miliardi di dollari, mentre le importazioni dall’India verso l’Italia hanno superato gli 8 miliardi di dollari.
Criticità e rischi
Non mancano le sfide. Silvia Moretto evidenzia come il sistema logistico indiano presenti ancora margini di miglioramento e che le barriere non tariffarie, le differenze normative e la complessità burocratica potrebbero limitare il pieno sfruttamento dell’accordo.
Le certificazioni richieste per esportare in India restano un ostacolo, rendendo fondamentale un’analisi dettagliata commodity per commodity.
Ruolo strategico della logistica
L’aumento dei flussi UE–India impone agli operatori logistici di ripensare il proprio ruolo, offrendo servizi integrati per gestire trasporti multimodali e supply chain complesse.
Secondo Moretto, la componente doganale, la mediazione culturale e la presenza diretta sul territorio indiano saranno decisive per accompagnare le imprese italiane e europee in questa fase di transizione.
Porti e hub europei come gateway strategici
La crescita dei traffici UE–India potrebbe ridisegnare il ruolo di porti e hub europei, chiamati a posizionarsi come gateway verso l’Asia meridionale. Intermodalità, velocità di sdoganamento e servizi a valore aggiunto saranno fattori chiave nella competizione tra scali.
L’Europa, con infrastrutture solide e mature, è pronta, mentre le criticità principali riguardano l’ingresso delle merci in India.
In foto: Silvia Moretto
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