Dopo alcune settimane di stabilità, il prezzo del gasolio torna a salire, alimentando nuove preoccupazioni per il settore dell’autotrasporto e del trasporto merci. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento pubblicato da IRU (International Road Transport Union), che evidenzia una nuova fase di volatilità sui mercati energetici internazionali.
A determinare il rialzo sono principalmente le difficoltà nei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz e la sospensione delle esportazioni di diesel dalla Russia, fattori che stanno riducendo la disponibilità di carburante e facendo aumentare i costi lungo tutta la filiera logistica.
Petrolio in crescita e diesel sempre più caro
Tra il 3 e il 17 luglio il Brent è passato da 72,5 a 85,5 dollari al barile, con un incremento del 18% in appena due settimane. Anche il WTI, il principale riferimento del mercato statunitense, è salito del 16%, confermando il ritorno delle tensioni sul mercato petrolifero.
Secondo l’International Energy Agency (IEA), nel 2026 la domanda mondiale di petrolio continuerà a superare la produzione, costringendo il mercato ad attingere alle scorte disponibili. A preoccupare maggiormente è però la disponibilità di diesel, che si sta ricostituendo molto più lentamente rispetto al greggio.
Diesel: l’offerta resta limitata
IRU sottolinea che il blocco temporaneo delle esportazioni russe di diesel, in vigore dall’8 al 31 luglio, si aggiunge alla minore produzione delle raffinerie mediorientali e al tradizionale aumento della domanda estiva di carburanti.
Il risultato è un forte incremento dei margini di raffinazione del diesel, che stanno crescendo molto più rapidamente rispetto ai prezzi del petrolio e della benzina.
In Europa il gasolio supera i 2 euro al litro
L’aumento si riflette rapidamente anche alla pompa. Il prezzo medio del diesel nell’Unione Europea ha raggiunto 1,929 euro al litro, in crescita del 7% rispetto a due settimane prima e del 18% rispetto ai livelli di fine febbraio.
Otto Paesi europei registrano già un prezzo medio superiore ai 2 euro al litro, tra cui Italia, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e Irlanda.
Per l’Italia il prezzo medio del diesel è salito a circa 2,05 euro al litro, anche in seguito alla scadenza delle misure temporanee di riduzione delle accise.
Gli aiuti governativi si riducono
Mentre i costi del carburante aumentano, diversi governi europei stanno progressivamente eliminando gli incentivi introdotti nei mesi scorsi per contenere il caro energia.
Secondo IRU, Repubblica Ceca, Italia, Germania e Polonia hanno già ridotto o eliminato alcune misure di sostegno, mentre altri Paesi, tra cui Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Serbia, hanno deciso di prorogare o rafforzare gli aiuti destinati agli autotrasportatori.
Le prospettive per il trasporto merci
Nelle prossime settimane l’evoluzione del prezzo del gasolio dipenderà principalmente da due fattori: l’eventuale proroga del blocco delle esportazioni russe di diesel oltre il 31 luglio e il ritorno alla normalità del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Per il comparto del trasporto merci, una prolungata fase di prezzi elevati del carburante potrebbe tradursi in un ulteriore aumento dei costi operativi per le imprese di autotrasporto e per l’intera filiera della logistica.
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