La Commissione Europea ha autorizzato l’Italia a sostenere economicamente la manovra ferroviaria merci nei porti, concedendo la prima misura del genere al settore. L’incentivo mira a ridurre le tariffe per gli operatori ferroviari e per i clienti, favorendo l’uso del trasporto ferroviario nei porti italiani.
Valore e durata del sostegno
La misura è valida cinque anni e prevede contributi annuali fino a 500.000 euro, per un totale massimo di 30 milioni di euro. Gli operatori di manovra devono trasferire il 50% del contributo alle imprese ferroviarie, seguendo il modello del Ferrobonus.
L’attuazione richiede un decreto interministeriale, dopo il quale le Autorità di Sistema Portuale potranno emettere bandi per l’assegnazione dei contributi, su base facoltativa.
Contesto e necessità della misura
Secondo Fermerci, la misura arriva in un periodo critico: le tensioni geopolitiche, le interruzioni ferroviarie e i costi elevati dei servizi di manovra hanno ridotto il numero di treni merci portuali tra il 2021 e il 2024 di circa 5 punti percentuali.
La misura mira a rendere più sostenibile il trasporto merci portuale, incentivando la manovra ferroviaria efficiente, riducendo costi e migliorando la logistica dei porti italiani.
Impatto e finalità strategica
Il Ferrobonus portuale supporta la logistica ferroviaria e contribuisce alla mobilità sostenibile, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e del PNRR. Ridurre il trasporto su strada a favore della ferrovia permette di:
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alleggerire il traffico urbano e portuale
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diminuire le emissioni inquinanti
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rendere più efficiente la filiera logistica portuale
Prospettive e ampliamento della misura
È stato proposto un emendamento al Decreto Milleproroghe per estendere la misura oltre la fine del 2026. Se approvato, il sostegno diventerebbe strutturale, garantendo continuità agli operatori portuali e rafforzando il trasporto merci su rotaia nei porti italiani.
Fonte: Informare












