Le ultime settimane del 2025 hanno acceso i riflettori sul ruolo strategico del trasporto e della logistica nell’economia europea. I dossier discussi in Consiglio UE – dalle nuove regole su pesi e dimensioni dei veicoli, all’Automotive Package, fino alla riforma delle revisioni e ai nuovi orientamenti sul lavoro – certificano un cambio di paradigma: la logistica non è più un servizio accessorio, ma una vera infrastruttura industriale, indispensabile per competitività, export e filiere produttive del continente.
IRU, FIAP e gli altri attori del settore stanno monitorando con attenzione l’evoluzione di questi dossier, che segnano l’avvio di un 2026 cruciale sul piano normativo.
Pesi e dimensioni: via ai negoziati per una riforma attesa da anni
Il 4 dicembre il Consiglio UE ha approvato il General Approach sulla revisione della Direttiva 96/53/CE. È un passaggio politico rilevante perché apre formalmente la fase di confronto con Parlamento e Commissione.
La riforma punta a modernizzare il quadro tecnico dei veicoli industriali, rendendolo più coerente con la diffusione dei mezzi a zero emissioni e dei sistemi EMS utilizzati nel traffico internazionale. L’introduzione di maggiori margini operativi per i veicoli ZEV e il riconoscimento transfrontaliero degli EMS rientrano nella strategia europea per coniugare efficienza logistica, sostenibilità ambientale e certezza normativa.
Ora la partita si sposta nei triloghi, fase in cui verrà determinato l’equilibrio finale tra innovazione, sicurezza e competitività.
Automotive Package: flessibilità sulle flotte e stop agli obblighi irrealistici
Parallelamente procede il lavoro sull’Automotive Package, che comprende il dossier “Greening Corporate Fleets”, la revisione degli standard CO₂ e altri provvedimenti collegati alla transizione green.
Grazie alla forte mobilitazione delle associazioni del settore – tra cui IRU e FIAP con la campagna “Yes to greening, No to mandates” – l’ipotesi iniziale di imporre obblighi rigidi di acquisto di veicoli a zero emissioni alle imprese sembra oggi decisamente ridimensionata. La linea politica prevalente si orienta verso incentivi, interventi sulle infrastrutture e obiettivi gestiti dagli Stati membri, non direttamente imposti alle aziende.
In questo contesto torna centrale il principio della neutralità tecnologica, ribadito anche da diversi Capi di Governo europei. Questo principio riconosce che l’Unione può fissare obiettivi climatici, ma senza obbligare l’adozione di una sola tecnologia, lasciando spazio a soluzioni diverse: elettrico, biocarburanti, LNG, idrogeno, fuel cell e motorizzazioni tradizionali evolute.
Road Worthiness Package: revisioni e controlli più moderni ma sostenibili
Il Consiglio UE ha raggiunto un accordo anche sulla riforma delle revisioni e dei controlli tecnici. Il nuovo Road Worthiness Package intende modernizzare il sistema senza generare costi eccessivi per le imprese, soprattutto per quelle che operano con veicoli commerciali leggeri.
Il compromesso raggiunto limita nuove dotazioni obbligatorie, mantiene volontario il telerilevamento delle emissioni e conferma controlli su carico e sovraccarichi basati principalmente su verifiche visive. L’obiettivo è migliorare sicurezza e monitoraggio senza penalizzare la sostenibilità economica del comparto.
Nei prossimi mesi il Parlamento europeo entrerà nel vivo del confronto, definendo i dettagli di un quadro normativo destinato a incidere su tutta la filiera.
Lavoro e competenze: prende forma la Quality Jobs Roadmap
Sul piano sociale, il 2025 si chiude con l’avvio della Quality Jobs Roadmap, un percorso che riconosce ufficialmente la carenza strutturale di conducenti e la necessità di attrarre nuova forza lavoro qualificata. La Commissione europea sta lavorando su nuove misure per formazione, riconoscimento digitale delle competenze, ingresso di lavoratori extra UE e miglioramento delle condizioni operative.
Nel 2026 arriveranno anche interventi sui parcheggi sicuri, sulle aree di sosta, sulle regole di acquisizione delle qualifiche e sul futuro pacchetto dedicato alla mobilità del lavoro.
Una centralità politica ormai evidente
Dalla somma di tutti questi dossier – pesi e dimensioni, flotte green, revisioni, qualificazione del lavoro – emerge un messaggio politico sempre più chiaro: trasporto e logistica sono diventati un settore industriale strategico per l’Europa, indispensabile per la sicurezza economica e per la competitività delle filiere produttive.
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