Dopo oltre 24 ore di negoziati, i ministri dell’Ambiente dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo Ue sul clima che prevede il taglio delle emissioni del 90% entro il 2040.
Si tratta di un passo decisivo verso la neutralità climatica al 2050, ma con un approccio più flessibile per i diversi settori economici, incluso quello dei trasporti su strada.
L’accordo Ue sul clima introduce nuove misure per garantire un percorso realistico di decarbonizzazione, bilanciando gli obiettivi ambientali con la competitività industriale europea.
Flessibilità e crediti di carbonio nel nuovo piano ambientale europeo
L’intesa approvata consente ai Paesi membri di utilizzare fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue nel calcolo del bilancio delle emissioni.
Un ulteriore 5% potrà essere utilizzato per compensare gli sforzi nazionali di riduzione, offrendo maggiore flessibilità alle economie più energivore e ai settori maggiormente colpiti dalla transizione ecologica.
Questo compromesso rende l’accordo Ue sul clima più sostenibile e praticabile, garantendo un equilibrio tra rigore ambientale e stabilità economica.
Rinvio ETS2 per i trasporti: un anno in più per adattarsi
Uno degli elementi di flessibilità più rilevanti riguarda il rinvio ETS2 per i trasporti: il sistema di scambio delle emissioni dell’Ue (ETS2), che interesserà il trasporto su strada, slitta di un anno, dal 2027 al 2028.
Il rinvio concede al settore della logistica e dell’autotrasporto un margine temporale per adeguarsi alle nuove regole sul carbon pricing e investire in mezzi a basse emissioni.
Per le imprese del trasporto su strada, il rinvio ETS2 per i trasporti rappresenta una boccata d’ossigeno: più tempo per pianificare la transizione energetica e ridurre l’impatto economico della decarbonizzazione.
Revisione biennale e monitoraggio dei progressi
Il testo dell’intesa introduce una revisione biennale degli obiettivi climatici, con una valutazione periodica da parte della Commissione europea.
Questo sistema di monitoraggio dinamico permetterà di adeguare le politiche ambientali in base ai risultati ottenuti, alle innovazioni tecnologiche e alle condizioni del mercato energetico.
Una governance più flessibile, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, che punta a coniugare sostenibilità e sviluppo economico.
Paesi favorevoli, contrari e posizione dell’Italia
L’accordo è stato approvato a maggioranza qualificata da 21 Paesi membri, rappresentanti l’81,9% della popolazione europea.
Ecco come si è distribuito il voto:
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Favorevoli: 21 Stati membri dell’Ue, pari all’81,9% della popolazione europea.
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Contrari: Slovacchia, Ungheria e Polonia, che hanno espresso preoccupazioni sui costi della transizione climatica.
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Astenuti: Belgio e Bulgaria, che hanno chiesto ulteriori chiarimenti sulle misure di flessibilità.
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Italia: ha votato a favore, definendo l’intesa un “passo equilibrato” verso una transizione climatica più sostenibile e realistica.
Verso una transizione climatica sostenibile
Il nuovo accordo Ue sul clima consolida il ruolo dell’Unione europea come leader globale nella lotta al cambiamento climatico.
Con il taglio emissioni 2040 e il rinvio ETS2 per i trasporti, Bruxelles definisce una strategia più graduale ma efficace per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità, lasciando alle imprese tempo e strumenti per adattarsi al cambiamento.
Fonte: ANSA











