Il ritorno in massa dei cantieri stradali sulle autostrade italiane dopo la pausa estiva sta causando gravi disagi al settore dell’autotrasporto, con ritardi quotidiani nella consegna delle merci, aumento dei costi e pressioni crescenti sulle imprese.
Secondo CNA Fita, la situazione è diventata critica: i rallentamenti dovuti ai cantieri mettono a rischio la puntualità nelle consegne, la sicurezza stradale e addirittura la tenuta economica delle aziende di trasporto merci, soprattutto quelle che operano nel rispetto delle normative.
Pressioni dalle committenti e rischio per la legalità
Le aziende committenti, poco inclini ad accettare ritardi, esercitano forti pressioni sui trasportatori per garantire il rispetto dei tempi contrattuali. In questo contesto, le imprese oneste e rispettose delle regole rischiano di essere escluse dai rapporti di lavoro se non riescono a rispettare le scadenze imposte.
“Il passo dal richiamo verbale all’esclusione dai contratti è breve”, sottolinea CNA Fita.
Il pericolo è concreto: ritardi strutturali rischiano di incentivare comportamenti pericolosi come il mancato rispetto dei limiti di velocità o delle ore di guida, con gravi conseguenze in termini di sicurezza per tutti gli utenti della strada.
Autotrasportatori abruzzesi in prima linea, ma il problema è nazionale
Le denunce più forti arrivano dalle imprese che operano sull’A14, una delle tratte autostradali più critiche. Tuttavia, il problema riguarda l’intera rete autostradale e stradale italiana, afflitta da una gestione poco efficiente dei cantieri, spesso attivi in orari inappropriati.
A complicare il quadro, dal 2025 i pedaggi autostradali hanno subito un aumento dell’1,8%, traducendosi in un aggravio medio di oltre 360 euro all’anno per camion.
Un rincaro che, pur giustificato con l’inflazione programmata, appare ingiustificabile per un sistema infrastrutturale inadeguato e fortemente penalizzante per chi ogni giorno movimenta le merci in Italia.
CNA Fita: “Servono soluzioni urgenti dalle istituzioni”
CNA Fita lancia un appello al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo misure concrete a tutela delle imprese di autotrasporto. Le aziende non possono essere lasciate sole a gestire gli impatti di una situazione infrastrutturale tanto disastrosa quanto prevedibile.
“Il rispetto delle infrastrutture, della sicurezza e del diritto al lavoro sono principi inalienabili.”
Secondo CNA Fita, le società autostradali devono organizzare i cantieri minimizzando l’impatto sull’autotrasporto professionale. Una proposta concreta è quella di limitare i lavori ai giorni festivi, lasciando libere le tratte nei feriali per evitare ulteriori disagi al comparto.
Un settore strategico in affanno
L’autotrasporto merci su gomma è uno dei pilastri dell’economia italiana. Penalizzare il comparto significa mettere a rischio l’intero sistema produttivo nazionale, già alle prese con rincari, inflazione e criticità logistiche globali.
Senza interventi immediati e strutturali, la crisi rischia di esplodere ulteriormente, generando conflitti sociali, perdita di posti di lavoro e un aumento dell’insicurezza stradale.
Servono risposte ora
CNA Fita chiede con forza che istituzioni e società autostradali si assumano le proprie responsabilità. È il momento di ripensare la gestione dei cantieri e di proteggere le imprese dell’autotrasporto, che ogni giorno garantiscono l’approvvigionamento di beni essenziali nel Paese.
Fonte: CNA FITA












