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28 Mag 2019
Ha acquistato un centralina illegale, l'ha collegata al suo camion e nascosta. L'obiettivo? Ingannare il sistema di alimentazione e risparmiare. É stato però smascherato dalla polizia locale, che ora vuole capire se l'autista abbia agito con la complicità di qualcuno.
Soldi risparmiati e inquinamento alle stelle
La scoperta risale a mercoledì quando un tir di una ditta di autotrasporti veronese è stato fermato nella zona industriale di Arsego. Alla guida un dipendente tunisino. Setacciando il camion gli agenti della polizia locale del Camposampierese hanno scovato il dispositivo illegale, nascosto nel vano porta fusibili e avvolto da cavi elettrici. É una centralina che si applica a quella originale per ingannare il sistema AdBlue, obbligatorio sui mezzi pesanti insieme a un particolare additivo: insieme trasformano gli inquinanti in sostanze meno dannose per l'ambiente e se il camion sta producendo emissioni troppo alte il sistema ne diminuisce velocità e potenza. Ecco dunque il ruolo della centralina illegale: confondendo quella vera blocca l'immissione dell'additivo (risparmiando sul costo) e impedisce che il tir rallenti. Il risvolto della medaglia è però pesante, perché in questo modo il camion scarica grandi quantità di inquinanti, tanto che un veicolo Euro 6 può inquinare quanto un Euro 0.
Le indagini e i dubbi
Immediato il sequestro del mezzo e il ritiro della carta di circolazione, mentre l'autista ha ricevuto una multa di 422 euro. Il risparmio ottenuto illegalmente influisce sul proprietario del camion, che limita il rifornimento dell'additivo e beneficia di accise e pedaggi per mezzi che sulla carta sono poco inquinanti, ma che in realtà hanno immissioni altissime. Per questo gli agenti hanno interrogato i titolari, che si sono però detti all'oscuro di tutto. Hanno spiegato di aver comprato il camion da poco, perciò la colpa sarebbe del tunisino o del proprietario precedente, ma per riaverlo dovranno ripristinare il sistema AdBlue. Operazione che potrebbe costare anche migliaia di euro.
Fonte: PADOVA OGGI