I trasporti marittimi sono stati al centro di alcune recenti misure votate dal Parlamento europeo. L’organo legislativo dell’UE ha infatti adottato nei giorni scorsi la proposta della Commissione su una nuova direttiva in materia di marine equipment. Tre i punti chiave: l’introduzione del ‘wheel mark’ – il marchio di conformità – elettronico (in luogo di quello fisico), più economico e di semplice gestione; una semplificazione amministrativa che renda più snella la traduzione in leggi comunitarie delle normative dell’IMO e una revisione di quegli elementi della normativa corrente che hanno mostrato segni di debolezza, come gli scarsi controlli del mercato. Le misure dovranno servire a migliorare la sicurezza delle navi, a ridurre le lungaggini burocratiche per gli Stati membri e i costi per le aziende e a migliorare la competitività del settore, che nell’UE comprende circa 6.000 società e impiega circa 300.000 persone. La nuova direttiva potrebbe essere adottata verso la fine del 2014 e diventare applicabile un paio d’anni dopo.
<div”>Il Parlamento dell’Unione si è occupato nei giorni scorsi anche della lotta all’inquinamento in mare, approvando un finanziamento dell’importo di 160,5 milioni di euro a favore dell’EMSA (la European Maritime Safety Agency) per un periodo di sette anni (dal 2014 al 2020). Il voto, che fa seguito a un accordo informale stretto con il Consiglio nel mese di marzo, va a supportare il sistema EMSA di lotta all’inquinamento basato su un servizio satellitare e un network di navi specializzate. <div”>Grazie ai fondi erogati, l’agenzia continuerà nell’attività di monitoraggio e raccolta di sostanze disperse, anche per Stati terzi ma prossimi a Stati dell’UE.
Fonte: SHIP TO SHORE