Il Green Transition Hub della LIUC – Università Cattaneo è stato riconosciuto come eccellenza italiana nella ricerca, ottenendo il primo posto in Italia nella valutazione della qualità della ricerca tra università statali e non statali nella categoria “valorizzazione delle conoscenze”.
Il risultato conferma il ruolo del centro come punto di riferimento nazionale sui temi della logistica sostenibile, della green logistics e dell’innovazione nei modelli di supply chain management, con un approccio sempre più orientato alla diffusione concreta delle conoscenze verso le imprese.
Il centro è diretto dai professori Alessandro Creazza e Andrea Urbinati.
Ricerca e trasferimento di conoscenza nella logistica sostenibile
Il riconoscimento non riguarda solo l’attività accademica, ma anche la capacità di trasferire conoscenza al sistema produttivo e logistico.
Un esempio concreto è il workshop “Green Logistics: sostenibilità come leva di valore e riduzione dei costi”, svoltosi giovedì 18 giugno 2026, che ha affrontato il tema della cooperazione lungo la supply chain come elemento chiave per ridurre costi e impatti ambientali.
Al centro del dibattito anche le modalità con cui le imprese possono accelerare la transizione green agendo su tre leve principali:
- imballaggi e unità di carico
- magazzini e intra-logistica
- trasporti e distribuzione
L’obiettivo è individuare soluzioni che combinino riduzione dell’impatto ambientale ed efficienza operativa.
Green Logistics Radar®: lo strumento per guidare le imprese
Per supportare questo percorso, il Green Transition Hub della LIUC e SCS Consulting hanno sviluppato il Green Logistics Radar®, uno strumento pensato per accompagnare le aziende nella transizione verso la green logistics.
Il Radar ha tre funzioni principali:
- orientare le imprese nell’adozione di pratiche di logistica sostenibile
- chiarire le opzioni tecnologiche e organizzative disponibili oggi e in prospettiva
- supportare l’introduzione di pratiche sostenibili nei processi di logistica e supply chain management
Il Green Logistics Radar® si configura come un repository di soluzioni tecnologiche e organizzative già implementate con successo da aziende italiane e internazionali.
Si tratta di uno strumento aperto e in continuo aggiornamento, pensato per rispondere alle esigenze attuali del mercato e anticipare le evoluzioni della logistica sostenibile.
È inoltre supportato da un Advisory Board tecnico-scientifico che garantisce la qualità e la rilevanza delle soluzioni pubblicate.
Una fotografia aggiornata del mercato logistico italiano
Attraverso il Green Logistics Radar® e una survey condotta su oltre 140 direttori logistici in Italia, il Green Transition Hub LIUC ha analizzato l’evoluzione del settore della logistica sostenibile.
Il campione è composto per il 34,8% da aziende manifatturiere, per il 30,4% da operatori logistici e per il 21,7% da realtà della distribuzione.
Dall’analisi emerge un mercato profondamente cambiato: le aziende continuano a investire nella sostenibilità, ma lo fanno in modo sempre più integrato nei processi operativi e meno esposto sul piano comunicativo.
Pressioni esterne e nuove leve strategiche
La mappa delle pressioni che influenzano le imprese mostra un cambio di fase.
Se nel biennio 2023-2024 la spinta principale era legata alla reputazione mediatica, nel 2026 il driver principale diventa interno: i vertici aziendali.
A questo si aggiunge il ruolo crescente del sistema finanziario, con banche e fondi di investimento che utilizzano sempre più i criteri ESG come leva per l’accesso al capitale.
Anche la regolazione pubblica è ormai percepita come strutturale e non più episodica, contribuendo a rendere la sostenibilità un elemento stabile delle strategie aziendali.
Driver aziendali: valore e competitività prima della compliance
Un elemento significativo riguarda gli obiettivi dei manager.
In cima ai driver di investimento nella green logistics troviamo:
- creazione di valore
- vantaggio competitivo
- immagine aziendale
La conformità normativa si colloca solo al terzo posto, segnalando un cambio di approccio: le imprese non vivono più le regole come un vincolo, ma come un’opportunità di sviluppo.
Dove si concentra la green logistics: i tre ambiti chiave
L’analisi individua tre macro-aree di intervento nella logistica sostenibile.
1. Imballaggi e unità di carico
Si registra un aumento del commitment aziendale, spinto dalle nuove normative UE sulla circolarità. In crescita l’uso di materiali riciclati e riutilizzabili, mentre restano più complessi gli imballaggi su misura.
2. Magazzini e intra-logistica
Le aziende puntano su interventi a ritorno rapido: illuminazione LED ed elettrificazione dei carrelli interni. Più rallentati gli interventi strutturali sugli edifici logistici per via dei lunghi tempi di ammortamento.
3. Trasporti e distribuzione
In un contesto di costi energetici elevati, le imprese privilegiano l’ottimizzazione dei flussi logistici e soluzioni organizzative a basso costo e rapido ritorno.
Benefici operativi e ruolo dei KPI
Il 78% delle aziende intervistate dichiara benefici operativi misurabili derivanti da iniziative di logistica sostenibile.
Di queste, l’11% segnala benefici significativi, mentre il 67% li definisce marginali. Il restante 22% non rileva impatti positivi, spesso a causa dell’assenza di sistemi di monitoraggio strutturati.
Secondo il Green Transition Hub, senza KPI e sistemi avanzati di gestione dei consumi, il valore delle iniziative green rischia di non essere pienamente visibile.
Barriere alla transizione: tecnologia e fattibilità
Sul fronte delle criticità, la maggioranza delle imprese non segnala ostacoli insormontabili.
La principale barriera è di natura tecnica (48%): non il costo delle soluzioni, ma la loro reale fattibilità e affidabilità operativa nei contesti logistici.
Il tema centrale diventa quindi la maturità tecnologica delle soluzioni disponibili nella green logistics.
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