L’elettrificazione delle banchine del porto di Ancona è ormai in fase conclusiva e i lavori saranno collaudati entro il 30 giugno.
L’annuncio è arrivato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo, a margine dell’evento dedicato al ruolo dei porti nella regione adriatico-ionica, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali italiani e della ministra croata delle Infrastrutture e del Mare, Jana Boric.
Secondo Garofalo, transizione e sostenibilità non possono essere separate dalle strategie di sviluppo portuale. L’intervento di elettrificazione rappresenta infatti un passaggio concreto verso la riduzione dell’impatto ambientale dello scalo dorico.
Mediterraneo zona ECA: obblighi e nuove sfide per i porti
Il confronto tra le autorità si è concentrato anche sulle prospettive del Mediterraneo, riconosciuto nel 2025 come Zona a controllo delle emissioni (ECA). Il nuovo regime impone l’utilizzo di combustibili a basso contenuto di zolfo, una misura considerata impegnativa ma essenziale per uno dei bacini marittimi più trafficati al mondo.
In questo scenario, l’elettrificazione delle banchine del porto di Ancona consente alle navi in sosta di spegnere i motori ausiliari e collegarsi alla rete elettrica di terra, riducendo emissioni inquinanti e rumore nelle aree urbane limitrofe.
Impatto ambientale e qualità della vita
Anche il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha evidenziato l’importanza degli investimenti in sostenibilità portuale, sottolineando la necessità di garantire risposte concrete ai cittadini in termini di qualità dell’aria e vivibilità.
L’intervento si inserisce in un percorso più ampio di modernizzazione infrastrutturale del sistema portuale adriatico centrale, con l’obiettivo di coniugare competitività e tutela ambientale.
Il completamento dell’elettrificazione banchine porto di Ancona rappresenta dunque un passaggio strategico non solo per lo scalo marchigiano, ma per l’intero corridoio adriatico-ionico.
Fonte: Ansa













