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GranTerre – Innovation Logistics Experience Transportonline

GranTerre – Innovation Logistics Experience

Intervista a Massimo Corradi - Supply chain director di GranTerre.

La logistica di GranTerre si può descrivere con una parola: varietà. L’azienda nata nel 2019 dall’unione di due realtà storiche del Made in Italy alimentare, Parmareggio e Grandi Salumifici Italiani, raduna oggi in sé alcuni dei marchi più diffusi nei banchi fresco dei supermercati italiani, come Casa Modena, Senfter Teneroni, Parmareggio e dal 2025 Parmacotto. Il Gruppo ha 23 stabilimenti produttivi in Italia, strategicamente dislocati nei territori d’origine: una scelta fatta nel rispetto dei disciplinari DOP e IGP e per garantire la massima autenticità di ogni prodotto.

Il magazzino e centro distribuzione però è uno solo, presso Interporto Bologna. Qui sono gestite oltre 5.000 SKU differenti per tipologia, dimensioni, peso, condizioni di conservazione e soprattutto shelf life. Si va dai 40 mesi di una forma di parmigiano reggiano ai 20 giorni minimi per un affettato cotto conservato in vaschetta. Il tutto per un totale di 180mila tonnellate di prodotto movimentate ogni anno, di cui un buon 30% spedito all’estero

La complessità in inbound e outbound è dunque notevole. Per questo l’azienda guarda oggi alla tecnologia come ha una leva strategica, come spiega Massimo Corradi, supply chain director di GranTerre.

Come sono cambiate e stanno cambiando le esigenze per quel che riguarda la gestione del magazzino e del trasporto?

La complessità è nella gestione a monte della supply chain: dalla previsione di vendita fino alla gestione della produzione. Anticipare i bisogni del mercato, “leggere” i consumi, prevedere la domanda e quindi le vendite è difficile, ma necessario per avere un flusso teso e quanto più corretto ed efficiente possibile.

Lo scenario della distribuzione è cambiato. Fino qualche anno fa GDO e DO avevano grandi magazzini in cui concentravano gli stock: consegnare era più semplice e il timing era più rilassato. Ora tutti vogliono lavorare con stock minimi e riassortimento continuo e veloce. Per noi questo significa, livelli di scorte molto variabili e ventilazione quasi immediata.

Tra le diverse soluzioni tecnologiche “hardware” e “software” a disposizione per la gestione della supply chain quali sono le più interessanti?

Quelle che permettono di gestire quanto più possibile le informazioni con anticipo. L’obiettivo è avere una visione globale e completa dell’organizzazione per migliorare la previsione e la pianificazione dell’approvvigionamento e quindi la programmazione della produzione. Il beneficio poi arriva a cascata in magazzino e nella distribuzione.

La logistica è vista – e qui dobbiamo molto all’esperienza Covid – non più solo come un sistema per risparmiare, ma come un elemento che può fare la differenza nel servizio. Portare la merce a destinazione è la base. Poi serve tutto il resto: puntualità, accuratezza e soprattutto tracciabilità. È importante tenere il cliente aggiornato. La parte informativa è la “coccola” sempre meno scontata che però se ben gestita genera valore. Risultati che si ottengono stabilendo solidi rapporti con i fornitori con confronti periodici e comunicazioni condivise.

Quali tipologie di investimenti state realizzando in ambito logistico: soluzioni per il prelievo e lo stoccaggio automatici o semiautomatici, AMR, AGV, robot, software gestionali di magazzino o del trasporto, per la prenotazione degli slot di carico e scarico ecc.? Su cosa invece vorreste puntare nel prossimo futuro?

Stiamo puntando parecchio sulle soluzioni “soft”. Abbiamo introdotto un sistema di previsione delle vendite che utilizza machine learning e intelligenza artificiale che ha dimostrato un’affidabilità del 70% sulla settimana.

 Un importante cambiamento è quello che, tra qualche mese, vedrà il go live di un nuovo ERP SAP. All’interno di questo progetto abbiamo inserito anche un Integrated Business Planning (IBP), che permette di allineare previsioni di vendita e programmazione produzione e quindi di realizzazione piani precisi per ogni SKU in ogni stabilimento.

Con l’ERP avremo anche il TMS (Transport Management System) di SAP. In una fase successiva potremmo anche introdurre dei moduli per lo slot booking e la gestione del carico e dello scarico a magazzino.

Vogliamo inoltre spingere sempre di più sull’RFID per migliorare l’accuratezza nella presa in carico della merce negli stabilimenti produttive e magari velocizzare le procedure di scarico e controllo della merce presso i Ce.Di. dei clienti, se sono dotati di varchi attrezzati.

Non abbiamo invece in piedi progetti immediati per quel che riguarda l’automazione. Fare un intervento di questo tipo in un magazzino in cui si lavora praticamente in continuo è davvero complicato.

Ovviamente però ci stiamo pensando per il futuro. Ci sono soluzioni AutoStore che potremmo utilizzare per gestire una parte del picking. Una soluzione di messa stock automatico aiuterebbe a gestire la merce in arrivo dagli stabilimenti di Bologna, Modena e Reggio Emilia dove facciamo 4 o 5 navettaggi giornalieri.

Per quello che è il nostro business, avremmo comunque bisogno di una soluzione ibrida automatica e manuale che consenta di gestire rotazioni e spedizioni molto diverse. Ci sono grandi insegne a cui consegniamo anche tre bilici al giorno e piccoli negozi a cui mandiamo un cartone con pochi pezzi una volta settimana.

In che modo le nuove tecnologie impattano sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale?

Innanzi tutto, la tecnologia può e deve far in modo che le persone lavorino nella maniera più confortevole e sicura possibile. La sicurezza è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore e su cui stiamo investendo parecchio. Proprio in questo periodo stiamo testando dei carrelli dotati di telecamere che dovrebbero aiutare a prevenire urti e incidenti: i risultati sono parzialmente positivi, ma ritengo comunque importante la continua ricerca di soluzioni che favoriscano un ambiente sicuro.

L’automazione spesso consente poi di aumentare la velocità e quindi la produttività in magazzino elemento al quale però preferisco anteporre i vantaggi che la tecnologia può offrire in termini di accuratezza e precisione.

Un fronte certamente interessante è quello dell’Intelligenza Artificiale che non solo supporta la parte previsionale e analitica, ma permette anche di gestire meglio l’informazione standard. L’obiettivo, secondo me, deve essere liberare le persone dagli oneri più gravosi e ripetitivi, affinché abbiano più tempo da dedicare ad attività che creano valore e relazione; troppo spesso ormai si preferisce affidarsi ad app e tool per condividere le informazioni, dobbiamo invece tornare a rendere vivo e interattivo l’ecosistema tra colleghi, partner e clienti.

Contatta: GranTerre

 

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