Il percorso per la digitalizzazione del porto di Genova si sblocca con la ripresa del confronto tra tutti i soggetti coinvolti. La gestione sarà affidata a Liguria Digitale per conto dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, con l’obiettivo di estendere il Port Community System operativo (Pcso) anche ai terminal di Savona e Vado Ligure. La digitalizzazione punta a migliorare l’efficienza e la tracciabilità delle operazioni portuali, soprattutto per le aziende di autotrasporto.
Aggiornamento del sistema: rilevare merci e targhe
Attualmente, il sistema Pcso rileva prevalentemente la merce, ma non le targhe dei tir. Federlogistica sottolinea l’esigenza di un aggiornamento tecnico per garantire una tracciabilità completa dei mezzi e una gestione più precisa delle operazioni portuali. La digitalizzazione faciliterà il monitoraggio di container pieni e vuoti, nonché dei transiti interni tra terminal.
Dematerializzazione e semplificazione documentale
Restano alcune criticità legate alla dematerializzazione documentale, soprattutto per l’uso di applicazioni diverse e per i ritardi di alcuni soggetti come le Dogane. L’obiettivo della digitalizzazione è semplificare e velocizzare tutti i passaggi, dall’ingresso dei tir con i container alla conferma degli ordini tramite app mobile “Eva”.
Benefici attesi
Secondo Gianfranco Tiezzi, coordinatore di Federlogistica Liguria, la ripresa dei lavori sul Pcso rappresenta un segnale positivo per il sistema logistico ligure, incrementando efficienza, trasparenza e competitività dei porti. La digitalizzazione del porto di Genova è quindi un passo cruciale verso un sistema portuale più moderno e interconnesso.
Finte: ANSA













