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Spedizioni trasporti logistica e servizi

La Settimana Sindacale Confederale dal 20 al 24 GENNAIO 2014

A cura di Paolo Ugg - Presidente FAI-Conftrasporto

Di seguito le principali attività settimanali.

SITUAZIONE GENERALE

Rinviati gli incontri in calendario con il Governo che dovevano avviare il tavolo di confronto per le problematiche degli operatori della Sicilia e Sardegna, previsto per il giorno 22, e l’incontro del 23 che doveva proseguire la verifica sugli impegni contenuti nel protocollo di intesa.
Ragioni, non dipendenti dalla volontà dei singoli, ne hanno prodotto lo spostamento.

Probabilmente riprenderanno la prossima settimana, il  29 è stato riconvocato quello previsto per il 22. Alla luce delle notizie su possibili rimpasti o crisi pilotate, non ci sentiamo di escludere ulteriori mutamenti del calendario prefissato. Speriamo così non sia.

Voglio dirlo con estrema chiarezza: nessuno pensi che lasceremo passare il tempo senza che le iniziative che dovevano essere assunte inizino a trovare delle risposte. 

Il senso di responsabilità non può mai essere ricambiato con l’inerzia. Le difficoltà sono note a tutti ma non consentiremo certo che possa insorgere tra gli operatori del settore il dubbio di essere lasciati soli. La difesa degli interessi della categoria per noi è al primo posto e il senso di responsabilità che ha indotto dei dirigenti di federazioni ad impedire che la paralisi totale portasse il Paese in una situazione di crisi acuta nel trascorso mese di dicembre, il che avrebbe ancor più complicato le difficoltà, ci induce a segnalare che il giorno 31 di gennaio scadono i tempi dati entro i quali alcune delle iniziative contenute nel protocollo dovevano avviarsi e talune concludersi. 

Unatras e Anita hanno deciso di rappresentare le loro preoccupazioni ed hanno inviato una comunicazione al Ministro ed al Sottosegretario chiedendo un incontro quanto prima.

Se la valutazione non sarà positiva si rischia infatti di ripercorrere, ma in ben altre condizioni, gli eventi, faticosamente limitati prima di Natale.

Forse il Ministro Lupi dovrebbe intervenire per constatare le ragioni che hanno impedito di avviare il confronto sugli impegni annunciati. Ve ne sono alcuni che non richiedono altro che l’inizio dei confronti con altri dicasteri ed il loro mancato avvio non può che suscitare rammarico. Cosa manca? La consapevolezza di altri? Per noi non è semplice da spiegare. Ecco perché l’impegno deve essere comune. Il Ministro incontra i suoi colleghi in seno al Consiglio dei Ministri. E’ indubbiamente più funzionale richiamarli alle loro responsabilità in quella sede. Lo faccia signor Ministro, prima che ricadiamo in situazioni già vissute. 

Nessuno potrà mostrare stupore se dovremmo essere costretti ad assumere prese di posizione!

INCREMENTI PEDAGGI

Anche sulla questione pedaggi non possiamo certo dirci soddisfatti. Assodato che le imprese di autotrasporto non subiranno le conseguenze delle scelte che, come ha ribadito il ministro Lupi, non devono produrre danni alla categoria e gli interventi in discussione riguardano solo i pendolari, rimane sempre senza nebulosa la parte relativa alle possibilità concrete di recuperare gli incrementi che sono stati determinati. Infatti non é stata avviata ancora la ricerca sulle possibili soluzioni utili a ridurre il peso degli incrementi.

Giusto per una doverosa informazione rendiamo noto quanto avvenuto negli ultimi anni in termini di incrementi sui pedaggi autostradali. Nel 2009 si è registrato un aumento del 3,47%; nel 2010 del 2,71%; nel 2011 l’adeguamento è stato pari al 3,3%; nel 2012 del 4,2%; nel 2013 del 4,4%  e per il 2014 quello del 3,9%.

Ora affrontare la questione nel suo insieme è doveroso e vorremmo che cessassero gli annunci su iniziative di riduzioni che poi finiscono nel nulla, ma si presentasse una ipotesi chiara su ciò che è possibile fare e quello che non è possibile. 

Abbiamo già avuto modo di affermare di quanto siamo ben coscienti che i rapporti contrattuali, si reggano su impegni reciproci. Esiste tuttavia la necessità di trasparenza per l’adeguata tutela della categoria.

SI EVITINO POLEMICHE INUTILI

Avrete avuto modo di leggere i contenuti di una lettera aperta che, ne sono certo, era stata redatta con l’obiettivo di rafforzare il valore e l’importanza del rapporto unitario (elemento indispensabile per rappresentare il settore), mi sollecita a tutelare le imprese di autotrasporto. 

Condivido pienamente l’obiettivo ed è per questa ragione che ritengo sia più rispondente agli interessi degli operatori, evitare prese di posizioni pubbliche e, come già detto sul sito, mantenere il confronto all’interno dell’organismo unitario. Ogni federazione è naturalmente libera di esplicitare i propri punti di vista, purché non si smentisca quanto  deciso nell’organismo unitario. Bisogna che tutti evitino ogni differenziazione, se non di esplicito dissenso, come si addice a chi vuol rappresentare un settore come il nostro. Questo non limita in alcun modo il diritto di far conoscere le proprie proposte, ma prima della definizione unitaria. E’ un diritto che appartiene a chi rappresenta che non può essere messo in discussione.

Ad innescare la lettera aperta sarebbero state affermazioni interpretate in modo opposto, rispetto ai contenuti del mio commento settimanale su “il Giornale”. Leggendo con attenzione si comprende bene come sia stata detta una cosa diversa rispetto a quanto attribuitimi. Non è certo collegabile, e occorre una certa dose di dietrologia a dimostrarlo, che il riferimento a quanto deciso in Spagna in tema di concessioni, sia mosso da interessi reconditi. La domanda “se non sia possibile applicare altre riduzioni all’autotrasporto per rendere meno pesante l’aumento”, mi pare indichi altro. Trovare altre strade per l’autotrasporto al fine di approfondire la possibilità di ridurre i pedaggi ritengo rientri nella tutela della categoria.

E’ esattamente quello che è stato affrontato e definito nel dibattito unitario come obiettivo sul quale confrontarci. Altrettanto ritengo che chi rappresenta una categoria, sempre tenendo conto con responsabilità dell’interesse generale, non debba preoccuparsi, di come i risultati vengano ottenuti. 

Se facendo gli interessi degli autotrasportatori si risolvono anche i problemi altrui francamente non ci si dovrebbe preoccupare troppo.
Esattamente il contrario di chi avanza proposte, legittime, ma critiche rispetto a sistemi esistenti. È legittimo che chi non usufruisce dello stesso meccanismo riservato al trasporto merci e non al trasporto persone, avanzi richieste per la propria attività ma si dovrebbe evitare di coinvolgere per raggiungere i propri obiettivi altri settori. Il rischio è di danneggiarli. 

Sono sicuro che questo non è l’intendimento di chi propone cambiamenti pur se non direttamente interessato. La questione delle riduzioni compensate è molto delicata e sarebbe meglio, prima di avanzare proposte, documentarsi e studiare gli effetti dannosi che potrebbero determinarsi. Non intendo attribuirmi meriti ma quando altri, beati loro, giocavano con le bambole o con i trenini (l’invidia è per la loro giovinezza) ho avuto modo di affrontare la questione “sconti per grandi utenti” a livello di consiglio dei Ministri Ue. Ne conosco le norme e i rischi.

Ho sentito molti operatori sulla vicenda ed ho trovato conforto dei loro pareri. Convinto di essere nell’ambito del mandato che i nostri gruppi dirigenti, tutti operatori del trasporto merci, mi hanno dato. Continuerò così, rispettando tutti ma chiedo altrettanto rispetto per gli interessi degli operatori che rappresento al meglio delle mie possibilità. Quando sostengo una tesi lo faccio; posso non sempre esprimermi al meglio e per questo sono sempre disposto a fornire tutti i chiarimenti. Le interpretazioni sul mio pensiero, soprattutto quando palesemente lo stravolgono, tuttavia non le consento. Leggi tutta la notizia

Fonte: CONFTRASPORTO

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