Il settore dell’autotrasporto merci si prepara a una fase di forte tensione. Il Comitato Esecutivo di Unatras, riunitosi a Roma il 17 aprile 2026, ha deliberato la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto.
L’organizzazione ha dato mandato all’Ufficio di Presidenza di definire le giornate e le modalità operative della mobilitazione, nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione dello sciopero nel settore dei trasporti.
Le motivazioni della protesta dell’autotrasporto
Secondo Unatras, la decisione rappresenta l’unica risposta possibile di fronte a una situazione definita “drammatica” per migliaia di imprese di trasporto merci.
Al centro della crisi vi sono i costi elevati dei carburanti, che stanno compromettendo la sostenibilità economica delle attività di autotrasporto. L’aumento dei costi operativi rende sempre più difficile garantire la continuità dei servizi sia sul territorio nazionale sia sulle tratte internazionali.
Critiche alle misure del Governo
Nel comunicato, Unatras sottolinea come i provvedimenti adottati finora dal Governo siano stati ritenuti insufficienti rispetto alla gravità della situazione.
Le misure introdotte non avrebbero compensato l’impatto dell’aumento dei costi e, in alcuni casi, avrebbero finito per penalizzare proprio le imprese di autotrasporto professionale, già impegnate in investimenti legati alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza stradale.
Mancato confronto istituzionale
Unatras evidenzia inoltre l’assenza di un confronto strutturato con il Governo sulla crisi del settore. Le associazioni di rappresentanza, pur avendo mantenuto negli anni un approccio responsabile nei confronti delle istituzioni, non sarebbero state convocate per affrontare nel merito la situazione.
Questa mancanza di dialogo viene indicata come uno degli elementi che ha contribuito ad aggravare la tensione e a rendere inevitabile la decisione del fermo nazionale.
Scenario per la logistica e il trasporto merci
La proclamazione dello sciopero dell’autotrasporto rappresenta un passaggio critico per l’intero sistema logistico nazionale, già sotto pressione per l’aumento dei costi energetici e operativi.
Nei prossimi giorni saranno definiti tempi e modalità della mobilitazione, mentre resta aperto il fronte del confronto istituzionale, decisivo per eventuali sviluppi.
Fonte: ANSA












