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Riforma portuale, Confetra: serve governance centrale

Sistema portuale italiano, Carta dei Servizi obbligatoria e nuovo assetto tra AdSP e Porti d’Italia.

La riforma portuale torna al centro del dibattito istituzionale e logistico. Per Confetra è necessario rafforzare la governance centrale per garantire uno sviluppo coordinato del sistema portuale italiano, infrastruttura strategica per la competitività della filiera trasporti e logistica.

Riforma portuale e competitività dei porti italiani

“I porti sono un anello essenziale della catena logistica nazionale e rivestono un ruolo sempre più strategico”.

Con queste parole, Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra, anticipa i contenuti del documento unitario elaborato dal sistema confederale come primo contributo al disegno di legge sulla riforma portuale approvato lo scorso dicembre dal Consiglio dei Ministri.

Secondo Confetra, l’assenza di un coordinamento centrale efficace ha alimentato negli anni una competizione tra scali che ha indebolito la posizione dell’Italia nello scenario internazionale. La riforma portuale viene quindi considerata uno snodo decisivo per superare frammentazioni e rafforzare il sistema portuale nazionale.

Governance centrale e ruolo del MIT

Uno dei pilastri della riforma portuale riguarda il rafforzamento della governance centrale in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale dovrebbero essere attribuiti poteri chiari di indirizzo, controllo e coordinamento.

L’obiettivo è garantire:

  • una cabina di regia nazionale forte e autorevole;

  • scelte strategiche coerenti tra i diversi scali;

  • maggiore competitività del sistema portuale italiano nel contesto europeo e mediterraneo.

Per Confetra, la riforma portuale deve evitare nuove sovrapposizioni amministrative e assicurare uno sviluppo realmente integrato della portualità italiana.

Porti d’Italia S.p.A. e Autorità di Sistema Portuale

Nel quadro della riforma portuale, particolare attenzione è riservata ai rapporti tra la nuova Porti d’Italia S.p.A. e le Autorità di Sistema Portuale (AdSP).

Confetra sottolinea la necessità di un coordinamento efficace tra i soggetti coinvolti, evitando un’eccessiva concentrazione di poteri che potrebbe ridurre l’autonomia delle AdSP e la loro capacità di rispondere alle esigenze dei territori.

Preoccupazione viene espressa anche in merito alla riduzione di funzioni e risorse delle Autorità di Sistema Portuale, legata al prelievo di canoni concessori e tasse portuali destinati al finanziamento della nuova società, con possibili ricadute sulla qualità dei servizi e sui costi per le imprese.

Carta dei Servizi obbligatoria e standard di qualità

Tra i punti qualificanti della riforma portuale, Confetra indica l’obbligo per le AdSP di pubblicare la Carta dei Servizi con standard di qualità chiari e misurabili.

La Carta dei Servizi dovrebbe consentire di:

  • monitorare le performance operative dei porti;

  • ridurre inefficienze e congestioni;

  • garantire maggiore trasparenza verso operatori e imprese.

Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce delle disposizioni sui tempi di attesa introdotte dal DL Infrastrutture, che richiedono maggiore efficienza nella gestione dei flussi portuali.

Digitalizzazione e Piattaforma Logistica Nazionale

Nel contesto della riforma portuale, Confetra ribadisce l’importanza della semplificazione e della digitalizzazione dei porti. Centrale in questa strategia è il ruolo della Piattaforma Logistica Nazionale, considerata hub di interconnessione del sistema logistico italiano.

Lo sviluppo coordinato e interoperabile dei Port Community System viene indicato come condizione essenziale per rafforzare l’efficienza operativa e la competitività internazionale del sistema portuale italiano.

Coinvolgimento degli operatori portuali

La riforma portuale dovrà infine affrontare il tema del reale coinvolgimento degli operatori portuali, attualmente titolari di un ruolo prevalentemente consultivo nell’Organismo di partenariato della Risorsa Mare.

Per Confetra è necessaria una revisione della governance partecipativa, così da garantire un contributo più incisivo nelle fasi di pianificazione strategica, a partire dal Piano Regolatore Portuale e dal Piano Operativo Triennale, elementi chiave per una riforma portuale efficace e orientata alla crescita.

Contatta: Confetra

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