L’annuncio che Iveco è in vendita ha scatenato grande attenzione nel mondo industriale e finanziario. La holding Exor, controllata dalla famiglia Elkann-Agnelli, sta valutando una possibile cessione di Iveco al colosso automobilistico indiano Tata Motors, ma prima dovrà separare la divisione militare Iveco Defence. Si tratta di una manovra strategica che potrebbe avere forti implicazioni industriali, occupazionali e politiche.
Tata Motors interessata ad acquistare Iveco
Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Exor e Tata Motors sarebbero in fase avanzata di trattativa per la cessione del gruppo Iveco, una delle principali aziende italiane nella produzione di mezzi pesanti, autobus e motori industriali.
Attualmente Exor detiene il 27,1% delle azioni di Iveco ma controlla ben il 43,1% dei diritti di voto nel consiglio di amministrazione, esercitando quindi un controllo diretto sulla società.
Tata Motors, leader del settore automotive indiano con un fatturato di 53 miliardi di dollari, ha una storia consolidata con il gruppo Agnelli: nel 2006 aveva già collaborato con Fiat in una joint venture.
Iveco Defence: nodo cruciale prima della vendita
Il principale ostacolo alla vendita di Iveco è rappresentato dalla necessità di scorporare o vendere Iveco Defence, la divisione che produce mezzi militari.
Questa sezione dell’azienda è di particolare interesse strategico, soprattutto per l’industria bellica europea. Iveco Defence potrebbe ricevere forti investimenti grazie ai piani dell’UE per rendere l’Europa autonoma nella produzione di armamenti.
Il valore stimato della divisione è superiore a 1,9 miliardi di euro e tra i potenziali acquirenti c’è Leonardo, leader italiano del settore della difesa.
Scorporo di Iveco Defence: una mossa strategica
Lo scorporo di Iveco Defence è visto come un passaggio obbligato per facilitare l’ingresso di un acquirente straniero come Tata Motors senza sollevare problematiche legate alla sicurezza nazionale.
Con la cessione della divisione militare a un soggetto italiano come Leonardo, verrebbero meno anche le condizioni che attiverebbero il golden power, lo strumento con cui il Governo può bloccare operazioni strategiche.
Reazioni politiche alla vendita di Iveco
La potenziale vendita di Iveco ha suscitato reazioni forti da parte della politica e dei sindacati. La Fiom-Cgil ha espresso preoccupazione per il futuro dei lavoratori e degli impianti industriali in Italia, parlando di una “svendita del patrimonio industriale nazionale”.
Anche Carlo Calenda (Azione) ha chiesto un intervento del governo per valutare l’applicazione del golden power, a tutela dell’interesse strategico del Paese.
In passato, infatti, un tentativo di acquisizione da parte della cinese FAW era stato fermato proprio grazie a questo strumento.
Fonte: QUI FINANZA












