Le principali associazioni e imprese del trasporto ferroviario merci e del trasporto combinato europeo hanno inviato una lettera aperta al governo tedesco dal titolo “Rettet den Kombinierten Verkehr!” (“Salviamo il trasporto combinato”).
Nel documento, indirizzato al presidente della Commissione Trasporti del Bundestag Henning Rehbaum e ad altri rappresentanti istituzionali, le aziende denunciano la crescente crisi del traffico merci ferroviario in Germania e chiedono interventi immediati per evitare una massiccia riconversione dei flussi di trasporto dalla ferrovia alla strada.
Infrastrutture logore e costi in aumento
Le associazioni firmatarie — tra cui ERFA, Fermerci, Hupac, Kombiverkehr, SGKV, TX Logistik e UIRR — denunciano che, dopo anni di decadimento delle infrastrutture ferroviarie, la qualità del servizio merci su rotaia è precipitata:
frequenti ritardi, deviazioni e cancellazioni di treni hanno fatto esplodere i costi operativi, riducendo la competitività del settore rispetto al trasporto su gomma.
A questo scenario si aggiunge l’avvio delle grandi opere di risanamento dei corridoi ferroviari (Korridorsanierungen), che comporteranno chiusure totali per mesi e deviazioni economicamente insostenibili.
Secondo le aziende, le tratte alternative presentano limiti strutturali — come lunghezze ridotte dei treni, profili non idonei o tempi di percorrenza troppo lunghi — che mettono a rischio la redditività del trasporto ferroviario merci.
La minaccia della “retrocessione” su strada
Le organizzazioni segnalano che, a causa dei ritardi e dell’aumento dei costi di tracciato (+19% dal 2023 e fino a +35% previsti entro il 2026), molte imprese stanno abbandonando il trasporto combinato per tornare alla gomma.
Il fenomeno, già in corso, rischia di diventare irreversibile: una volta acquistati nuovi camion e assunto personale, i trasportatori difficilmente torneranno alla ferrovia.
Sull’asse del Reno attraverso la Svizzera, il trasporto combinato è diminuito del 7,6% negli ultimi anni, mentre il trasporto stradale è cresciuto del 7,2%, pari a circa 86.000 camion in più.
Le stime parlano di una possibile riduzione della capacità ferroviaria del 20-30% nei prossimi anni e di oltre 500.000 viaggi aggiuntivi di camion sui principali corridoi transalpini.
A rischio investimenti europei e obiettivi climatici
La lettera sottolinea che la retrocessione del traffico su strada vanificherebbe decenni di investimenti pubblici in terminal e infrastrutture intermodali finanziati dal governo tedesco e dall’Unione Europea, come il Brenner Base Tunnel e il Gotthard-Basistunnel.
Questi progetti erano stati pensati per trasferire quote di traffico merci dalla strada alla ferrovia, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ e alla competitività del sistema logistico europeo.
Le richieste delle imprese: “Rettet den Kombinierten Verkehr”
Le associazioni chiedono al governo federale e a Deutsche Bahn una serie di misure urgenti per evitare il collasso del trasporto combinato:
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Blocco degli aumenti dei pedaggi ferroviari (Trassenpreise) nel 2026
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Garanzia di capacità minima del 90% durante i lavori sui corridoi principali
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Adeguamento delle linee alternative con gli stessi standard tecnici delle tratte principali
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Assegnazione delle tracce ferroviarie basata sulle esigenze del mercato merci
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Compensazioni economiche temporanee per le tratte meno performanti durante i lavori
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Sospensione delle penali di cancellazione finché non sarà ripristinata una qualità di rete accettabile
“Serve un piano d’azione per la logistica ferroviaria europea”
Nella parte finale della lettera, le associazioni ribadiscono che non si può più fingere che tutto vada bene: la situazione mette a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività industriale tedesca e il raggiungimento degli obiettivi climatici europei.
Le imprese si dichiarano pronte a collaborare con le istituzioni per sviluppare un piano che concili manutenzione infrastrutturale e continuità del traffico ferroviario, mantenendo il trasporto combinato come pilastro della logistica sostenibile.
251029 – Offener Brief – Rettet den Kombinierten Verkehr
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