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Disastro Sistri, Conftrasporto chiede un fondo da 20 milioni di euro per risarcire le imprese

Disastro Sistri, Conftrasporto chiede un fondo da 20 milioni di euro per risarcire le imprese

Ogni impresa di autotrasporto, per adeguarsi al Sistri, ha speso tra i 5 e i 10mila euro all'anno.

Un fondo con un tetto di 20 milioni di euro che possa almeno in minima parte risarcire le imprese dell’autotrasporto per le spese sostenute per il “disastro Sistri” , il sistema di tracciabilità dei rifiuti mai entrato in funzione  ma ugualmente fatto pagare alle aziende. 

A chiedere al Governo di istituirlo è stato il  vicepresidente di Confcommercio-Conftrasporto e presidente della Fai, la federazione degli autotrasportatori italiani, Paolo Uggè, protagonista al Transpotec di Verona della tavola rotonda sul tema “Sistri, dall’abolizione a un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti” promossa dalla stessa Fai.

 “Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali”, ha affermato Paolo Uggè. “In otto anni i costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato hanno superato i 141 milioni di euro. E questo per un sistema che non ha mai funzionato. La speranza è che il Governo  faccia propria la proposta di legge che oggi a Verona presentiamo: in caso contrario, la presenteremo alle forze politiche per chiedere di supportare una giusta iniziativa che ha pesato per responsabilità politiche e amministrative sulle imprese del settore”. 

Secondo una stima di Fai-Conftrasporto, ogni impresa di autotrasporto, per adeguarsi al Sistri, ha speso tra i 5 e i 10mila euro all’anno. Solo l’intervento di installazione e rimozione della ‘scatola nera’, resa obbligatoria dal Sistri e ora praticamente inutile, ha un costo medio di mille euro per ciascun mezzo.

“Finalmente abbiamo avuto ragione di una battaglia portata avanti dalla nostra Confederazione fin dall’istituzione del Sistri, nel 2010, proseguita con la sua  entrata in vigore nel 2013, e mai interrotta fino alla  sua abolizione  al 31 dicembre 2018”, ha concluso il  vicepresidente di Confcommercio-Conftrasporto: “questa proposta di legge è  una questione di principio oltre che di sostanza”.  

Paolo Uggè ha approfittato della tavola rotonda, alla quale hanno preso parte anche Eugenio Onori, presidente del Comitato nazionale dell’Albo dei gestori ambientali, Ilde Gaudiello, dirigente del ministero dell’Ambiente, Marco Casadei, segretario della sezione dell’Albo gestori ambientali del Veneto, Enrico Morigi, componente del Comitato dell’Albo dei gestori, Giovanni Paone, consigliere Assintel-Confcommercio, Luigi Dean dell’impresa Ispef, e Antonio Macera rappresentante del ministero dei Trasporti nel Comitato dell’Albo gestori)  anche per ricordare che “le imprese di trasporto non dovranno pagare alcun contributo nel 2019, ma solo nell’anno successivo, quando partirà il nuovo sistema, alla cui implementazione Conftrasporto e Confcommercio stanno già collaborando con il ministero dell’Ambiente e l’Albo Gestori Ambientali” .Un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che costerà 3 milioni di euro l’anno, rispetto ai 40 milioni del Sistri, con contributi annuali che verranno chiesti alle imprese  notevolmente inferiori a quelli pagati dai vettori negli anni passati.

Fonte: STRADAFACENDO

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