File chilometriche, cambi di corsia, rallentamenti. Sono gli ingredienti serviti ogni giorno, da anni, sulla tavola degli utenti che percorrono l’autostrada Adriatica A14 nel tratto tra Abruzzo e Marche, a causa dei troppi cantieri A14 aperti, la cui fine non sembra prospettarsi all’orizzonte: con il risultato di “pagare per stare in coda”. Una condizione obbligata – non esistono infatti alternative valide lungo la dorsale adriatica – che si traduce, per chi su quei chilometri lavora ogni giorno come gli autotrasportatori e gli agenti e rappresentanti di commercio, in una grave perdita economica e ritardi strutturali rispetto ai normali tempi di lavoro, fino a modificare sensibilmente i rispettivi costi di produzione.
Perdite e Danni Immateriali per gli Operatori Professionali
Oltre ai danni economici, i blocchi continui causati dai cantieri A14 producono anche danni “immateriali” non secondari, come frustrazione, ansia, stress e una percezione continua di rischio e pericolo nel percorrere viadotti e gallerie a passo d’uomo.
CNA Fita di Abruzzo e Marche, insieme a Usarci, Unione sindacati agenti e rappresentanti commercio italiani regionale, hanno provato a testare con un sondaggio gli umori di questa importante platea di operatori professionali. A rispondere sono stati oltre 300 utenti che chiede ora a gran voce a quanti decidono sull’assetto di quei cantieri “interventi di pianificazione più efficaci e misure correttive che garantiscano sicurezza, continuità e sostenibilità operativa”. Si sottolinea, infatti, come non si possa ragionevolmente più parlare di “lavori in corso ma di una condizione permanente di circolazione ridotta”.
Un Impatto “Pessimo” su Trasporto Merci e Comunicazione
Lo stato dell’arte dei lavori fa dire a ben l’86% degli intervistati come l’impatto della gestione dei cantieri sul trasporto delle merci navighi in un acque negative (pessima gestione per il 67%).
L’impatto è negativo anche sotto il profilo comunicativo, sempre a detta degli intervistati, per “mancanza di comunicazione chiara e in tempo reale” con informazioni aggiornate su chiusure, deviazioni e durata lavori. “Siamo gli ultimi a sapere cosa succede e quanto durerà,” denunciano gli operatori.
I risultati del sondaggio – che adesso finirà sui principali tavoli istituzionali, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle Regioni interessate – sono stati illustrati a Pescara nel corso di una conferenza stampa nella sede della CNA Abruzzo.
L’Allarme sui Ritardi: Fino a un’Ora di Blocco
Il sondaggio non indica un solo punto critico, ma sottolinea come il problema esista lungo l’intera tratta, con un’indicazione sul tratto più compromesso che va da Pescara Nord a Giulianova.
Quanto alla frequenza dei disagi, ben il 79% dice di subire almeno 6 episodi di blocco al mese; il 42% supera addirittura gli 11 (praticamente ogni 2-3 giorni). E veniamo alla stima dei tempi medi di ritardo accumulato:
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Per il 21,5% si attesta su un’ora o più.
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Per il 45,9% tra i 30 e i 60 minuti.
I disagi si dividono in modo pressoché uniforme su tutto l’arco della giornata, con picchi nelle ore tra pomeriggio e sera (15-19). L’84% del campione subisce un effetto forte o molto forte sui tempi di viaggio e pausa, con conseguenze dirette sui tempi di riposo obbligati, la programmazione dei turni e gli orari di consegna ai clienti. Tali disagi producono, nella valutazione degli intervistati, un “impatto significativo” sulla gestione aziendale (maggior costo del carburante, riduzione dei margini di guadagno) per ben il 61% del campione.
Fonte: CNA












