Nell’ambito della movimentazione dei container su ferro il porto della Spezia è in controtendenza rispetto agli altri scali italiani. La percentuale di contenitori trainati da motrici su binario sfiora ormai il 40 per cento (con il record di 10mila carri stabilito nell’ultimo mese di marzo), mentre negli altri terminal dello Stivale si stenta a raggiungere la doppia cifra.
E’ anche grazie a questa caratteristica che l’ultimo corso di formazione per ‘Tecnico ferroviario polivalente delle attività di manovra, formazione, verifica e patente propedeutica alla condotta del treno’ proposto dalla Scuola nazionale trasporti e logistica si è concluso con un risultato eccezionale: ognuno dei 18 studenti che hanno frequentato le lezioni è stato assunto. Per dodici di loro il contratto siglato con Oceanogate Italia spa è a tempo indeterminato, per gli altri sei Ser.Fer. srl percorre la strada del contratto a somministrazione, come da prassi nazionale, con la possibilità di stabilizzazione nel giro di 12 mesi.
“Con il conferimento dei diplomi di fine corso – ha esordito il presidente della Scuola nazionale trasporti e logistica, Pier Gino Scardigli, affiancato dal vice presidente, Renato Goretta – e la notizia dell’assunzione di tutti i partecipanti interiorizziamo anche un fatto straordinario anche dal punto di vista occupazionale. Il porto, terminata l’epoca dei grandi stabilimenti parastatali, gioca un ruolo da protagonista in questo cambio di marcia. Oggi consegniamo al mondo del lavoro un gruppo di ragazzi dall’età media assolutamente alta, e dalla professionalità elevata”.
I diciotto giovani si occuperanno in varia misura e con differenti mansioni delle manovre dei carri ferroviari carichi dai binari che partono dalle banchine alle quali ormeggiano le navi sino alle stazioni del porto e a quella di Migliarina e del trasporto vero e proprio attraverso il quale i convogli raggiungono i terminal multimodali di Melzo, Padova e della Romagna, dove i container sono presi in carico dai tir che li portano a destinazione.
Nei primi mesi i neoassunti si occuperanno prevalentemente delle manovre a terra, verifica dei carri e compilazione della documentazione di viaggio, affiancando i macchinisti esperti. Poi, dopo 120 guide formative, acquisiranno l’abilitazione di macchinista e saranno tecnici ferroviari polivalenti a tutti gli effetti.
“Ringraziamo per l’opportunità che ci è stata offerta – hanno detto i rappresentanti dei giovani diplomati – e dopo il primo mese di lavoro possiamo dire di trovarci molto bene. Dovremo fare esperienza, non c’è dubbio, ma ci stiamo già appassionando. Sulle prime ci siamo un po’ spaventati per le responsabilità che impone la gestione di un convoglio, ma sappiamo che questo fa crescere e abbiamo scoperto un ambiente all’interno del quale si può anche essere propositivi”.
Questi i nomi dei fantastici diciotto: Thomas Baldino, Davide Bernucci, Mattia Bianchi, Antonio Brino, Mario Ciuni, Davide Delvigo, Luca Drovandi, Alessio Fersino, Lorenzo Lazzeri, Matteo Luppino, Giacomo Marcesini, Alessio Pilia, Besmir Preci, Mattia Puliafito, Andrea Junior Sacchi, Alessandro Sarti, Fabio Tartaglia e Walter Torrisi.
Dopo che il dirigente del settore Politiche del lavoro e Formazione professionale della Provincia, Pierluigi Viola, aver fatto notare quanto sia fuori luogo affermare che la formazione professionale è un’iniziativa fine a se stessa, ha preso la parola il segretario dell’Autorità portuale, Davide Santini. “La Scuola nazionale trasporti e logistica – ha detto – è un’eccellenza nella quale l’Autorità portuale crede da sempre e che si inquadra, con questo e con altri corsi, in un processo di sviluppo del trasporto su ferro all’interno del porto. Gli enti devono comprendere quali sono le richieste del mercato e agire per essere facilitatori dei processi. Ed è quello che è stato fatto in questa occasione, lavorando per rendere sempre più competitivo il sistema di trasporto ferroviario”.
“Siamo di fronte ad aziende sane, che creano lavoro buono e produttivo”, ha aggiunto l’assessore comunale Francesca Angelicchio, che ha sottolineato l’importanza dello sviluppo del porto anche sotto il profilo turistico.
E’ stato il cliente finale, invece, il fulcro dell’intervento dell’amministratore delegato di Oceanogate, Giancarlo Laguzzi: “Dobbiamo sempre ricordare che senza la merce non c’è lavoro. Chi la movimenta sceglie un porto invece di un altro perché i costi sono inferiori o perché la qualità del servizio è migliore. E’ banale, ma importantissimo”, ha detto rivolto ai giovani tecnici ferroviari presenti in aula.
Lo stesso stimolo a lavorare con passione è arrivato dal responsabile delle Risorse umane di Ser.Fer., Stefano Autieri: “La nostra azienda è un fornitore storico del porto spezzino e in tutti questi anni di collaborazione abbiamo raggiunto traguardi importanti, dovendo costantemente aumentare il numero degli addetti. La differenza la fanno le persone, non dimenticatelo mai”.
Due inviti a prendere il proprio lavoro con la massima serietà, senza dimenticare che ci si confronta con il mercato, una condizione per certi versi nuova per l’economia spezzina, che l’amministratore delegato di Lsct, Michele Giromini, ha sintetizzato citando il fondatore dell’azienda, Angelo Ravano: “Le imprese sono fatte di persone, prima di tutto. Solo prendendo coscienza di questo si possono traguardare orizzonti lontani”.
Una nuova epoca all’interno della quale anche i sindacati hanno dovuto modificare il loro approccio al sistema. Leggi tutta la notizia
Fonte: CITTA’ DELLA SPEZIA