Con l’ingresso del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) nella sua fase definitiva, il tema per le imprese importatrici non è più soltanto legato alla compliance normativa, ma incide direttamente su operatività, continuità dei flussi logistici e controllo dei costi.
In questo contesto Nord Ovest S.p.A., realtà attiva nella logistica internazionale, affianca le aziende nella gestione degli adempimenti CBAM, supportandole lungo l’intero processo: dalle autorizzazioni alla raccolta e validazione dei dati emissivi, fino all’acquisto dei certificati e al costante aggiornamento normativo.
CBAM 2026: obblighi e impatto operativo sulle imprese
Con il regime definitivo entrato in vigore il 1° gennaio 2026, il CBAM ha iniziato a produrre effetti concreti sulla gestione quotidiana delle imprese importatrici. Non si tratta più di un semplice adempimento formale, ma di un sistema che impatta direttamente sui costi e sulla pianificazione delle importazioni.
Gli operatori devono oggi affrontare un insieme articolato di obblighi che comprende autorizzazioni, gestione dei certificati CBAM, verifica dei dati emissivi e presentazione della dichiarazione annuale. La mancata conformità può avere conseguenze rilevanti, che vanno dal blocco delle merci in dogana fino a sanzioni pari a 100 euro per tonnellata, con la possibilità che gli importi risultino anche significativamente più elevati nei casi di irregolarità più gravi. A questo si aggiunge il rischio di rincari fino al 30% quando non vengono utilizzati dati emissivi reali, ma valori predefiniti stabiliti a livello europeo.
Riduzione dei costi CBAM fino al 93% grazie ai dati emissivi reali
Nord Ovest S.p.A. segue oggi circa 60 aziende, in prevalenza importatori di ferro, acciaio, alluminio e cemento, supportandole nella gestione operativa del CBAM. La maggior parte dei casi riguarda imprese di medio-piccole dimensioni, mentre solo una quota limitata supera le 10.000 tonnellate annue.
L’analisi dei casi seguiti evidenzia in modo chiaro quanto la qualità dei dati emissivi possa incidere sull’esposizione economica. Il confronto tra uno scenario worst case, basato su valori predefiniti, e uno scenario costruito su dati reali di filiera mostra riduzioni dei costi CBAM che oscillano tra il 67% e il 93%, con una media intorno all’80%.
In alcuni casi concreti il risparmio è particolarmente significativo: da oltre 66 mila euro si è scesi a poco più di 13 mila euro, mentre in un altro scenario il costo è passato da oltre 18 mila euro a circa 1.400 euro. Differenze che confermano come il presidio del dato emissivo rappresenti oggi un elemento strategico per la competitività delle imprese importatrici.
Il modello operativo di Nord Ovest nella gestione CBAM
Il supporto offerto da Nord Ovest accompagna le aziende lungo tutto il percorso di gestione del CBAM, a partire dalla corretta classificazione dei codici doganali e dalla definizione del perimetro degli obblighi. L’attività prosegue con l’utilizzo di strumenti digitali dedicati che permettono di elaborare i dati emissivi e confrontare scenari differenti, offrendo così una lettura chiara dell’impatto economico del meccanismo.
Accanto all’analisi, il servizio comprende anche la predisposizione della dichiarazione annuale e la gestione dei certificati sul portale dedicato, oltre a un aggiornamento costante sull’evoluzione normativa europea.
CBAM e competitività: una leva strategica per gli importatori
“Il CBAM è entrato in una fase in cui gli impatti per le imprese sono concreti e non più rinviabili”, spiega Simona Mellano, Responsabile del Reparto Consulting & Academy di Nord Ovest. “Per molte aziende non si tratta solo di rispettare un obbligo normativo, ma di evitare blocchi operativi, contenere i costi e strutturare un processo che richiede metodo, dati affidabili e aggiornamento continuo. È diventato a tutti gli effetti un tema strategico per la competitività degli importatori”.
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