Una maxi frode sulle accise dei carburanti è stata scoperta dalla Guardia di Finanza a Catania. L’operazione ha portato al sequestro di oltre 235mila euro e all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone. Al centro dell’inchiesta un sistema illecito di importazione e distribuzione di gasolio proveniente dall’Est Europa, con documentazione falsificata per evitare il pagamento delle accise e dell’IVA.
Il sistema di frode
Secondo gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, l’organizzazione importava circa 400mila litri di gasolio, trasportandoli in Italia su gomma e rotaia. Nei documenti di trasporto, il carburante veniva indicato come “liquido bio anticorrosivo”, esente da imposte, permettendo di aggirare accise e IVA e generando un vantaggio competitivo illecito nel settore del trasporto e della logistica.
Sequestri e indagati
L’operazione, coordinata dalla Procura di Catania, ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 235mila euro. Tra i sette indagati, cinque sono destinatari di misure cautelari. Al centro dell’indagine c’è un imprenditore di Adrano, attivo nel trasporto merci e nella logistica, che insieme ai complici avrebbe gestito l’intera filiera di approvvigionamento del carburante.
Impatto economico e fiscale
La mancata applicazione delle accise sui carburanti ha permesso al gruppo di acquistare gasolio a prezzi inferiori al mercato, generando un danno economico all’erario e distorcendo la concorrenza nel settore del trasporto e logistica. La frode evidenzia l’importanza dei controlli fiscali e della vigilanza sulle importazioni di prodotti energetici in Italia.
L’operazione della Guardia di Finanza a Catania mette in luce i rischi di frodi fiscali nel settore dei carburanti e della logistica. Il sequestro di 400mila litri di gasolio e le indagini aperte servono da monito per operatori del settore e imprese di trasporto, sottolineando l’importanza della trasparenza e conformità fiscale.
Fonte: AUTOMOTO.IT












