La risposta n. 10 del 2026 dell’Agenzia delle Entrate riguarda la tassazione dei redditi dei marittimi italiani imbarcati su navi estere. La pronuncia mette in discussione criteri consolidati, creando forte incertezza fiscale e potenziali effetti sull’occupazione nel settore marittimo.
L’allarme di Confitarma
Il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, sottolinea come la nuova posizione contrasti con orientamenti precedenti dell’Amministrazione finanziaria. In particolare, riguarda il calcolo della soglia dei 183 giorni su 12 mesi, oltre la quale scatta l’esenzione Irpef prevista dalla legge.
Effetti sul lavoro marittimo
Confitarma evidenzia che la posizione dell’Agenzia non considera la natura del lavoro marittimo, caratterizzato da imbarchi non consecutivi spesso distribuiti su due anni solari. Ciò potrebbe rimettere in discussione comportamenti fiscali precedentemente conformi alle indicazioni ufficiali.
L’associazione degli armatori è già attiva presso le sedi istituzionali competenti per ottenere una interpretazione coerente e certa, allineata con le posizioni precedenti dell’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è garantire chiarezza normativa e tutela dei marittimi italiani.
Rischi per occupazione e competitività
Mario Zanetti sottolinea come l’incertezza fiscale possa compromettere la competitività del lavoro marittimo italiano e mettere a rischio l’occupazione di migliaia di lavoratori. Il settore, già esposto alla concorrenza internazionale, necessita di regole chiare e stabili.
In foto: Mario Zanetti, presidente di Confitarma
Fonte: Ship2shore












