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UE, rischio stop alle infrastrutture di ricarica per camion a zero emissioni Transportonline

UE, rischio stop alle infrastrutture di ricarica per camion a zero emissioni

IRU, ACEA e T&E chiedono alla Commissione europea continuità nei finanziamenti dopo la fine dell’AFIF

L’Unione Europea non può permettersi una pausa nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica e rifornimento a idrogeno per i veicoli pesanti a zero emissioni. È l’allarme lanciato da IRU, ACEA e Transport & Environment, che in una lettera congiunta hanno invitato la Commissione europea a garantire la continuità dei finanziamenti UE.

Il timore riguarda un possibile vuoto di sostegno nel biennio 2026–2027, successivo all’esaurimento dell’Alternative Fuels Infrastructure Facility (AFIF), strumento che ha sostenuto l’espansione delle infrastrutture per i combustibili alternativi nell’ambito del programma CEF Transport.

AFIF: 3 miliardi di euro per la transizione

Grazie all’AFIF sono stati mobilitati circa 3 miliardi di euro di investimenti in tutta l’Unione Europea, consentendo un’accelerazione significativa nello sviluppo delle reti di ricarica e rifornimento per il trasporto pesante.

Secondo le organizzazioni firmatarie, l’assenza di uno strumento successivo prima dell’avvio del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale UE 2028–2034 rischia di rallentare proprio ora la diffusione dei camion a zero emissioni, che stanno entrando sul mercato mentre gli investimenti lungo l’intera filiera iniziano a crescere.

Il punto di vista degli operatori del trasporto

“Che segnale darebbe l’UE al mercato se interrompesse i finanziamenti proprio quando la diffusione delle infrastrutture sta finalmente decollando?”, ha dichiarato Raluca Marian, Direttrice UE di IRU.

Secondo Marian, per gli operatori del trasporto su strada la sfida è particolarmente critica: i veicoli a zero emissioni hanno costi più elevati e, in un settore caratterizzato da margini ridotti, l’investimento non è sostenibile senza la certezza della disponibilità di infrastrutture di ricarica. In questo contesto, assume un ruolo centrale il charging nei depositi, destinato a rimanere la spina dorsale della ricarica dei veicoli commerciali, garantendo controllo operativo e costi prevedibili.

Competitività industriale e decarbonizzazione

Sulla stessa linea Thomas Fabian, Chief Commercial Vehicles Officer di ACEA, secondo cui una pausa nei finanziamenti metterebbe a rischio l’adozione dei veicoli a zero emissioni e la competitività industriale europea in una fase cruciale.

Anche Stef Cornelis, Direttore Fleets & Freight di T&E, ha sottolineato che in molti Paesi europei – dal Portogallo alla Romania – i progetti di ricarica per camion sono partiti proprio grazie ai fondi AFIF, che ora rischiano di venire meno quando la logistica europea ha più bisogno di certezze.

La richiesta: continuità e accelerazione

IRU, ACEA e T&E chiedono alla Commissione di estendere l’AFIF o di attivare strumenti finanziari alternativi a livello UE, in stretta collaborazione con gli Stati membri. Il sostegno dovrebbe coprire l’intera catena infrastrutturale: punti di ricarica pubblici, ricarica nei depositi, connessioni alla rete elettrica e soluzioni di accumulo energetico, elementi essenziali per l’operatività quotidiana dei camion a zero emissioni.

Secondo le organizzazioni, questo è il momento di accelerare, non di rallentare, per trasformare la transizione energetica del trasporto pesante in un reale vantaggio competitivo per l’Europa.

Fonte: IRU

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