Confartigianato Trasporti si dichiara contraria alla misura prevista dall’art. 30 della Legge di Bilancio 2026, che introduce un incremento di 4 centesimi per litro dell’accisa sul gasolio a partire dal 1° gennaio 2026.
L’aumento colpirà circa 4,2 milioni di veicoli commerciali sotto le 7,5 tonnellate, pari al 95% del parco circolante.
Si tratta di un aggravio fiscale che rischia di penalizzare imprese artigiane, lavoratori autonomi e operatori del trasporto, già gravati dall’aumento dei costi di gestione.
Accise già elevate in Italia
Confartigianato Trasporti ricorda che la Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto un allineamento graduale tra le accise su benzina e gasolio, con variazioni minime. Il nuovo aumento di 4 centesimi in un’unica soluzione stravolge quell’equilibrio e può compromettere la competitività delle imprese italiane. Attualmente, le accise sul gasolio in Italia sono tra le più alte d’Europa: 632 euro ogni 1.000 litri, cioè il 24,9% in più rispetto alla media UE (506 euro per 1.000 litri).
Appello al Governo
“Chiediamo al Governo di ritirare o modificare la misura e di tornare a una soluzione di buon senso – dichiara il Presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani – per tutelare le imprese artigiane del trasporto e l’intero sistema produttivo nazionale”.
L’associazione sottolinea come il nuovo aumento delle accise sul gasolio rischi di aumentare i costi operativi e ridurre la competitività del settore trasporti in Italia.
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