Da Napoli, le dogane italiane chiedono un’armonizzazione al livello europeo. E’ questo l’appello lanciato nel corso di un convegno tenutosi la settimana scorsa nel capoluogo campano. Il futuro dei rappresentanti doganali e dei customs brokers è stato il titolo dell’incontro organizzato da Confiad, Confederazione Internazionale degli Agenti Doganali, e Anasped, Federazione italiana delle Associazioni territorialmente localizzate di doganalisti.
«In Europa non è stata realizzata del tutto l’armonizzazione di norme e procedure, pregiudicando il buon funzionamento del mercato interno» ha detto Giovanni De Mari, presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali. «Il 47% di tutte le merci che fanno ingresso in Italia continua De Mari – fanno prima scalo in porti di altri paesi dell’Europa. Inoltre, al momento non esiste nell’Unione europea un’analisi dei rischi comune e pertanto i singoli Stati membri effettuano i controlli secondo modalità e tempi diversi in cui prevalgono in molti casi gli interessi nazionali su quelli dell’UE. Per questo la standardizzazione dei controlli a livello comunitario e l’armonizzazione dell’analisi dei rischi è un obiettivo fondamentale che va perseguito».
Per Anasped e Confiad l’elemento chiave è il custom broker, il rappresentante doganale che costituisce l’anello di congiunzione tra dogana e impresa. E’ il professionista che rappresenta direttamente l’agenzia di spedizione, senza alcuna intermediazione. Leggi tutta la notizia
Fonte: INFORMAZIONI MARITTIME









