L’associazione denuncia che, con una liberalizzazione a tavolino, l’UE ha creato i presupposti per il tracollo in atto
Trasportounito recita l’epitaffio dell’autotrasporto italiano. Secondo l’associazione sindacale, infatti, il comparto «è morto» ed è «scaduto il tempo anche per interventi normativi che consentano di arginare la crisi di un settore che in Italia garantisce più dell’85% dei trasporti di merce, ma che, scavalcato da imprese estere autorizzate a operare sottocosto sul territorio italiano, subissato dai debiti (più di 31.000 euro per mezzo pesante in circolazione in Italia) sopravvive solo ai margini della legalità».
Oggi a Genova, presentando un dossier sull’autotrasporto emblematicamente intitolato “oltre il punto di non ritorno” che verrà presentato al prossimo governo e al Parlamento, i vertici di Trasportounito hanno annunciato che è ormai inevitabile «il ricorso a misure estreme di protesta», «ivi compresa – hanno precisato – l’ipotesi di un assedio di Roma attraverso il blocco a tempo indeterminato del Raccordo anulare».
Secondo il presidente e il segretario generale di Trasportounito, Franco Pensiero e Maurizio Longo, la proliferazione dei conflitti locali (imminente un fermo della Sicilia e della Sardegna) rappresentano segnali del tutto inascoltati da governo e da Parlamento. Segnali di disperazione – hanno sottolineato – che trovano giustificazione in dati sul tracollo del settore. Con 5.000 imprese chiuse negli ultimi sei mesi del 2012 (2.200 in procedura fallimentare), 80.000 dipendenti a rischio disoccupazione nel 2013, il 70% delle imprese con un monte debiti che conduce inevitabilmente al fallimento e il 21% dei traffici ormai “conquistati” da aziende dell’Est europeo, che beneficiano di costi fuori controllo e di controlli inesistenti, la sicurezza sulle strade italiane non esiste ormai più.
I dati – hanno spiegato Pensiero e Longo – parlano da soli: 32.000 mezzi pesanti viaggiano in Italia senza copertura assicurativa rca, 12.000 mezzi industriali sono custoditi in depositi giudiziari, 18.000 i veicoli abbandonati dalle aziende cannibalizzati per recuperare pezzi di ricambio. Il 27% dei veicoli pesanti non è in regola, il 14% viaggia senza alcun rispetto dei tempi di guida e di sosta, il 7% non è in regola con le revisioni, il 5% viaggia in sovraccarico.
Come resuscitare un morto? Secondo Trasportounito, ormai le norme elementari (come il pagamento a trenta giorni e il rispetto dei costi minimi) sono solo da applicare (anche – ha rilevato l’associazione – se appaiono palliativi a fronte della totale destrutturazione del settore per il quale occorrerebbe una forte volontà politica). La proposta forte di Trasportounito è l’uscita dall’UE: per l’associazione la risposta più importante e coraggiosa per salvare l’autotrasporto italiano è l’uscita dall’Europa, che – ha denunciato Trasportunito – con una liberalizzazione a tavolino, ha creato i presupposti per il tracollo in atto.
Trasportounito
Dossier Autotrasporto
Oltre il punto di non ritorno
Ormai da anni l’autotrasporto italiano vede allargarsi costantemente la forbice fra costi di gestione e tariffe, con una conseguente inarrestabile crescita dell’indebitamento, una perdita di potere contrattuale, e un preoccupante indebolimento strutturale del settore. La liberalizzazione senza rete delle tariffe, nonostante la legge sui costi minimi, e la contemporanea apertura altrettanto senza regole del mercato italiano del trasporto su gomma a vettori esteri e ad autisti provenienti in particolare dall’est europeo hanno inferto un colpo decisivo al settore, oberato da una lievitazione inarrestabile dei costi, da quelli assicurativi alle tariffe autostradali. In più occasioni è stata denunciata la contraddizione di un paese che trasporta su gomma più dell’85% delle merci e che di fatto, in una totale assenza di programmazione e di scelte coerenti con il mercato, consente la metodica destabilizzazione e destrutturazione del settore.
La crisi che si è abbattuta su tutta l’economia italiana ha precipitato l’autotrasporto oltre il punto di non ritorno, rendendo l’illegalità la norma oltre che l’unico strumento per la sopravvivenza e spingendo anche le aziende sane verso una deriva che sfocia o nella cessazione dell’attività, o nel fallimento o, come sempre più spesso accade, in una violazione sistematica delle norme di sicurezza.
Trasportounito consegnerà un sintetico dossier al governo che verrà, al Parlamento e specialmente alla pubblica opinione affinché vengano messi in piena luce i rischi che si corrono sulle autostrade e strade italiane, in una situazione ormai fuori controllo, che richiede una terapia d’urto e il ripristino di poche regole chiare, alle quali tutti, in primis la committenza, ovvero che utilizza l’autotrasporto, per la movimentazione delle merci, siano costretti ad attenersi.
Fonte: INFORMARE












