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Giachino: ''Imprese del Nord Ovest e turisti pagano inconcludenza e incompetenza sulle Concessioni''

Giachino: ”Imprese del Nord Ovest e turisti pagano inconcludenza e incompetenza sulle Concessioni”

I tempi di trasporto aumentano e così i costi di trasporto.

A quasi due anni dalla tragica caduta del Ponte Morandi, due governi condizionati dalla inesperienza e dalla incompetenza dei Grillini bloccati sulla Concessione ad autostrade non sono riusciti nel frattempo a mettere in sicurezza la rete autostradale internazionale che interessa l’economia del Nord Ovest in particolare. I porti di Genova e Savona e La Spezia, alimentano con le loro importazioni e esportazioni la economia del Nord del nostro Paese, quasi il 60% della economia nazionale e in particolare quella della Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia e Veneto.

Dopo ripetute mail scritte dal sottoscritto alla De Micheli e a Conte, dopo le proteste degli operatori logistici e delle imprese solo negli ultimi due mesi, dopo la caduta di un viadotto sulla A6 e dopo la caduta di calcinacci in alcune delle gallerie della A26, sono stati messi in moto finalmente i lavori di sistemazione ma per ultimarli ci vorrà altro tempo. Così chi viaggia trova decine e decine di chilometri di deviazioni.

Delle 14 corsie di marcia delle Autostrade A7, A26 e A6 che portano tutte e tre ai porti di Genova e Savona verso il porto di La Spezia e verso la Toscana, oggi ne funzionano 6.

Eppure accelerare gli interventi di straordinaria manutenzione in una rete Autostradale che fu il perno del Boom Economico e lo Sblocco degli interventi nella Rete ferroviaria AV, sarebbe il primo gesto concreto per un Paese che punta a rimettere in moto la economia e il lavoro.

Dai porti arrivano importanti entrate fiscali e tantissima occupazione. Secondo Nomisma il porto di Genova da lavoro direttamente e indirettamente a quasi 120.000 persone (55.000 a Ge, 20.000 in Lombardia, 17.000 in Piemonte etc.)

Possibile che non si sia capita la lezione della TAV, Torino Lione? La maggioranza del Paese vuole le opere che danno la crescita e dice di No alla decrescita.

I tempi di trasporto aumentano e così i costi di trasporto per un Paese più danneggiato di altri dai costi del Lockdown.

Sino a quando il Paese dovrà pagare la politica dei NO che ora si è spostata sulla Gronda e sulla nuova Diga a Genova?

Quando si capirà, che più che di rottamazione il nostro Paese ha bisogno di conoscenza dei problemi e competenza nel risolverli, sarà sempre troppo tardi.

Mino GIACHINO
Presidente di SAIMARE spa

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